Acustica architettonica Acustica architettonica L'acustica è un termine utilizzato per indicare la scienza del suono in generale, ma più comunemente usato in riferimento agli aspetti architettonici connessi alla realizzazione di ambienti chiusi in grado di valorizzare al massimo l'ascolto del parlato e della musica. L'acustica degli edifici è un aspetto della scienza del suono piuttosto trascurato fino a tempi relativamente recenti. La progettazione acustica degli ambienti deve tenere in considerazione, oltre alle caratteristiche fisiologiche dell'apparato uditivo umano, anche alcune peculiarità di natura psicologico-percettiva. Ad esempio, i suoni che non sono familiari a chi ascolta appaiono innaturali. Ogni ambiente architettonico ha una sua particolare acustica, ma la caratteristica sonora dominante che li accomuna è la coda sonora, o tempo di riverberazione. Con questa grandezza, misurati in secondi, si intende il tempo trascorso fra l'emissione di un segnale, che causa nella sala un certo livello acustico, e quando questo non è più udibile (convenzionalmente quando il livello sonoro si abbassa sotto i 60 dB). La cosiddetta sonorità di un ambiente è tanto maggiore quanto più lunga è la coda sonora. Naturalmente và tenuto conto dell'eventuale presenza del pubblico che, essendo molto fonoassorbente, in caso di sala piena, fa diminuire notevolmente il tempo di riverberazione. Anche se alcune osservazioni pertinenti sulla riverberazione dei suoni erano già state condotte da architetti dell'antica Roma, questi argomenti furono trattati rigorosamente dal punto di vista scientifico solo nel 1856, dal fisico statunitense Joseph Henry. La propagazione del suono è molto diversa in un ambiente chiuso o all'aperto. In una palestra, per esempio, il soffitto e ogni altra struttura in essa presente, fanno sì che le onde rimbalzino e producano l'effetto del rimbombo. All'esterno invece i suoni sembrano meno intensi perché non rinforzati dalle onde riflesse. All'esterno invece i suoni sembrano meno intensi perché non rinforzati dalle onde riflesse.Il problema delle esecuzioni all'aperto è vecchio quanto il teatro greco: queste esecuzioni sono infestate da rumori di ogni specie. Anche se è facile sistemare delle superfici riflettenti vicino all'orchestra per permettere agli orchestrali di sentirsi l'un l'altro, è del tutto impossibile far arrivare al pubblico del suono per riverberazione, almeno non senza un sistema di amplificazione artificiale. Senza l'ausilio dell'elettronica la musica all'aperto non può suonare bene come in una sala da concerto. Sicuramente sarà più divertente, ma non dal punto di vista dell'acustica. Con semplici metodi geometrici, con l'ausilio di una parete riflettente collocata dietro l'esecutore e con l'impiego di particolari risonatori acustici cavi i Greci erano in grado di realizzare teatri all'aperto dotati di una buona acustica. Un ottimo esempio è il teatro greco costruito a Taormina nel III secolo. Per quanto riguarda tempi p Continua »