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Caduta dei gravi: Esperimento sul moto dei gravi. (6 pag formato word) ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da

Giulia Lanzoni classe 2°F Gennaio 2000 Scopo dell'esperimento: Studiamo il movimento di un “grave” (corpo soggetto unicamente alla forza di gravità), ritenendo trascurabili le altre forze che concorrono a modificarne il moto, lasciandolo semplicemente libero di cadere. Materiale utilizzato: Un'asta verticale ( con risoluzione di 0,1 cm e fondoscala di 100,0 cm ) dotato di un'elettrocalamita ad un'estremità; Sei fotocellule collegate al cronometro per il rilevamento dei tempi; Diverse sferette in materiali o dimensioni diverse; Diametro(mm) Massa (g) 1 (13,5±0,1) (10,02±0,02) 2 (12,7±0,1) (8,34±0,02) Dispositivo di start collegato all'elettrocalamita e alle fotocellule con risoluzione di 0,001 s; Squadra; Descrizione dell'esperimento: Sull'asta, posta perpendicolarmente alla superficie d'appoggio, erano posizionate sette fotocellule, di cui sei rilevavano i tempi ed una dava lo “start”. Il sistema di riferimento in questo caso è verticale e rivolto verso il basso, perpendicolare al piano orizzontale; le condizioni iniziali sono V0=0 cm/s t=0 s y0=0 cm A questo punto, controllato che le sfere, cadendo, passassero all'interno degli spazi di oscuramento delle fotocellule, di modo che i tempi venissero rilevati, abbiamo attaccato la pallina all'elettrocalamita (poiché l'acciaio risente del suo effetto), e, disattivandola, abbiamo lasciato che la sferetta cadesse per la forza di gravità in presenza di attrito trascurabile. Abbiamo poi ripetuto l'esperimento con una pallina di massa maggiore per vedere cosa sarebbe successo. Supponiamo che la pallina, essendo più pesante, impieghi meno tempo a cadere. La biglia in questione è più piccola della precedente, e la sua distanza da terra sarà quindi maggiore di 0,8mm, ma la differenza è trascurabile rispetto alla variazione della massa. Per lo stesso motivo abbiamo ripetuto l'esperimento con una pallina di polistirolo. Raccolta dei dati: Tabella 1: Dati rilevati dalle fotocellule durante la caduta della sfera; fotocellula t (±0.001s) Pos. Fotocellula ?y(cm) 1 0,000 (0,0 ± 0,1) 2 0,145 (9,0 ± 0,2) 3 0,201 (18,0 ±0,2) 4 0,278 (36,0 ± 0,2) 5 0,339 (54,0 ± 0,2) 6 0,390 (72,0 ± 0,2) 7 0,411 (81,0 ±0,2) Note alla tabella: Come punto di riferimento per rilevare le posizione abbiamo preso la parte finale della sferetta. L'incertezza relativa alla posizione della prima fotocellula è data con un'incertezza identica a quella del regolo (pari a cioè 0,1 cm) perché ne coincide con l'inizio, mentre invece tutte le altre sono date con un'incertezza maggiore (di 0,2 cm) perché, essendo posizionate lungo il regolo, per rilevare la posizione in cui la fotocellula rilevava il tempo abbiamo dovuto far scorrere una squadra perpendicolarmente ad esso, determinando così un'incertezza di misura maggiore. Inoltre, essendo la sfera in movimento, non eravamo in grado di determinare con precisione la posizione in cui la pallina, precipitando, oscurava la fotocellula. La serie di misure è stata ripetuta ottenendo Continua »

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