Le fonti energetiche rinnovabili Le fonti energetiche rinnovabili Introduzione Fino agli anni settanta le uniche fonti energetiche sfruttate a pieno erano quelle non rinnovabili (per esempio: carbone, petrolio e altri idrocarburi) per il basso costo, per l'alta resa e per la facilità d'impiego, rispetto a quelle rinnovabili che potevano essere sfruttate solo in alcuni luoghi, spesso distanti dai punti reali di utilizzo. Poi a seguito della crisi petrolifera si cercò di svilupparle, abbassandone i costi, aumentandone la resa e la versatilità d'impiego. Ora queste tecnologie sono ad un buon livello di resa, però i costi ancora alti ne rallentano l'impiego, nonostante alcuni governi diano degli incentivi a chi le sviluppa e a chi le impiega ( pannelli fotovoltaici e pannelli solari). Le fonti rinnovabili sono: Acqua: energia idroelettrica e degli oceani Atomi: energia nucleare Sole: energia solare Terra: energia geotermica Vento: energia eolica Energia Idroelettrica L'energia idroelettrica, è stata sfruttata fin dall'antichità, non per produrre energia elettrica, ma per muovere macine o telai. Il funzionamento delle moderne centrali idroelettriche, non è molto diverso dal sistema usato in tempi passati, oggi si mette in pratica molto più in grande. Nelle centrali, vi è un bacino di raccolta, dal quale l'acqua, viene fatta scendere a valle in condotte forzate, di diametro sempre minore, e viene utilizzata per muovere le turbine collegate ad alternatori. Un altro tipo di centrale è formata da due serbatoi, uno a monte e l'altro a valle , in cui quando serve molta energia, l'acqua cade dal serbatoio a monte da quello a valle, mentre di notte l'acqua viene pompata da quello a valle, a quello a monte. Energia dagli oceani Gli oceani consentono di essere sfruttati in vari modi: sia per le maree, sia per le correnti. L'energia delle maree, sfrutta il divario tra le maree, per produrre elettricità. Le caratteristiche per piazzare un tale impianto sono: un bacino in cui intrappolare la marea abbastanza ampio e profondo e con un'imboccatura stretta, un divario di circa 4/5 metri tra le due maree e un retroterra che giustifichi l'investimento. Quando la marea sale l'acqua è costretta a passare all'interno dello sbarramento, dove muove le turbine a bulbo che producono energia; quando la marea ha raggiunto il massimo le turbine funzionano da pompe, facendo entrare acqua nel bacino, per poter riempirlo (in questa fase si consuma il 5% dell'energia prodotta). In seguito la marea scende creando un nuovo dislivello che aziona le turbine; infine viene pompata fuori l'acqua per ricreare il dislivello necessario, in attesa dell'alta marea. Per sfruttare le correnti marine, vi è un progetto ancora in fase sperimentale che consisterebbe nell'installare una serie di turbogeneratori, ancorati al fondo, al centro della corrente del golfo, che lambisce le coste della Florida: il flusso costante della corrente consentirebbe di rifornire i centri turistici della Continua »