LA LUCE E GLI SPETTRI LA LUCE E GLI SPETTRI L'arcobaleno artificiale ottenuto da Newton, e da lui chiamato spettro, presentava un passaggio graduale dal violetto al rosso senza alcuna soluzione di continuità: lo strumento utilizzato non consentiva una maggiore dispersione delle varie componenti della luce bianca e perciò la luce solare forniva uno spettro che appariva come continuo. Righe scure nello spettro solare furono esaminate attentamente dal fisico tedesco von Fraunhofer e in suo onore queste righe furono chiamate righe di Fraunhofer. Anche le altre stelle, oltre il Sole, presentano spettri con un fondo continuo solcato da righe scure. Se consideriamo un gas, o un liquido o un solido, ad alta pressione portato all'incandescenza, emette uno spettro continuo, restituisce, cioè, l'energia fornitagli sotto forma di luce che comprende tutte le radiazioni visibili. Se un elemento è allo stato gassoso a bassa pressione ed è portato all'incandescenza, produce uno spettro di emissione a righe. Se una luce caratterizzata da uno spettro continuo attraversa un elemento allo stato gassoso, a bassa pressione e più freddo, essa viene privata delle righe spettrali che quello stesso elemento sarebbe in grado di produrre in condizioni di emissione: è in questo modo che ha origine uno spettro di assorbimento a righe, in quanto i vapori dell'elemento assorbono qualcosa delle radiazioni e ciò che viene assorbito viene rappresentato con le righe nere di Fraunhofer. Ogni elemento emette quello che è in grado di assorbire quindi, emette ed assorbe con la stessa frequenza (LEGGE DI PLANK, E=KF). Nell'interno delle stelle vi sono le condizioni adatte di temperatura e di pressione per la produzione di uno spettro continuo. Nelle zone più esterne delle stelle, invece, gli atomi si trovano in condizioni di temperatura e di pressione così basse da assorbire quantità di energia in modo altamente specifico, in funzione della loro natura chimica. Lo spettro continuo di emissione diventa, così, di assorbimento. L'EFFETTO DOPPLER Lo studio delle righe spettrali ha consentito non solo di effettuare un'analisi della composizione chimica delle stelle, ma anche di verificare che esse solo apparentemente sono fisse. La luce proveniente dalle stelle esaminata con uno spettroscopio consente di stabilire immediatamente se esse sono in moto di allontanamento o di avvicinamento rispetto a noi. La possibilità di ottenere questo risultato è collegata all'analisi di un fenomeno noto come effetto Doppler. Quando una sorgente luminosa si avvicina, le sue onde vengono compresse e risultano avere una lunghezza inferiore a quella che normalmente avrebbero se la sorgente fosse ferma: le righe spettrali risultano spostate verso il violetto. Quando la sorgente luminosa è in moto di allontanamento, l'aumento della lunghezza comporta uno spostamento verso il rosso. LE STELLE Le stelle visibili ad occhio nudo su tutta la sfera celeste sono circa 6000. Le stelle più luminose vengono indicate con n Continua »