Il moto uniformemente accelerato: Considerazioni sul moto, la velocità media e istantanea, il moto uniformemente accelerato, le forze e l'equilibrio (2 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da alepa

Un punto materiale si muove di moto uniformemente accellerato quando la variazione di velocità è proporzionale al tempo in cui avviene questa variazione.
Nel moto vario il valore della velocità varia in ogni istante .

La velocità media di un punto materiale in un dato intervallo di tempo T è dato dal rapporto fra l’intervallo S di distanza percorsa e l’intervallo di tempo T impiegato a percorrerla.

S = S2 - S1
T = T2 -T1

S
V = ---------- = velocità media
T


La velocità istantanea , (che coincide con la pendenza istantanea del grafico spazio - tempo) è il limite a cui tende la velocità media quando la si calcola in un tempo infinitamente piccolo. La velocità istantanea si calcola facendo diventare gli intervalli infinitamente piccoli.

La retta tangente è una retta che passa per un punto ed ha la stessa inclinazione della curva.
La velocità istantanea è uguale alla pendnza della retta che approssima l’andamento della curva nel punto considerato.

IL MOTO UNIFORMEMENTE ACCELERATO
In un moto vario il valore della velocità cambia da istante a istante. La rapidità con cui varia la velocità istantanea viene espressa quantitativamente dal concetto di accelerazione.

LE FORZE E L’EQUILIBRIO
Si chiama FORZA qualsiasi causa che sia in grado di far iniziare o modifiare un movimento. Una forza è caratterizzata da un’ intensità, una direzione e un verso: di conseguenza si dice che la forza è una grandezza vettoriale.

Dinamometro  strumento che misura l’intensità delle forze. E’ costituito da una scala
graduata e da una molla che si allunga quando è sollecitata da una forza

Forza vincolare  Forza uguale e contraria a quella del peso di un corpo
Due forze parallele che hanno la stessa intensità, ma versi opposti, formano una coppia di forze. Una coppia di forze applicata ad un corpo ha l’effetto di farla ruotare.

Perché un corpo sia in equilibrio non basta che la somma delle forze che subisce sia uguale a zero; deve essere nullo anche l’effetto complessivo delle coppie di forze che eventualmente gli sono applicate.


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