UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI REGGIO CALABRIA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI REGGIO CALABRIA FACOLTA' DI ARCHITETTURA CORSO DI LAUREA IN STORIA E CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI a.a. 1999/2000 CORSO DI METODOLOGIE FISICHE PER I BENI CULTURALI PROFESSORE F. MALLAMACE OLEOGRAFIA ALUNNA FOTI ROSA MATR. 59151 UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI REGGIO CALABRIA FACOLTA' DI ARCHITETTURA CORSO DI LAUREA IN STORIA E CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI a.a. 1999/2000 CORSO DI METODOLOGIE FISICHE PER I BENI CULTURALI PROFESSORE F. MALLAMACE OLEOGRAFIA ALUNNA MOLINARO MARIA MATR. 59351 UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI REGGIO CALABRIA FACOLTA' DI ARCHITETTURA CORSO DI LAUREA IN STORIA E CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI a.a. 1999/2000 CORSO DI METODOLOGIE FISICHE PER I BENI CULTURALI PROFESSORE F. MALLAMACE OLEOGRAFIA ALUNNA RANUCCIO CRISTINA MATR. 59407 OLEOGRAFIA Il termine ologramma fu coniato da Gabor sulla base della parola greca ö?oÇ , che significa tutto intero: tutto intero il contenuto di informazione. Particolare metodo ottico, di recente realizzazione, per ottenere immagini ordinarie, che rendono solo le caratteristiche di chiaroscuro e cromatiche degli oggetti, rendono anche le caratteristiche tridimensionali : osservando opportunamente per trasparenza la lastra fotografica costituente un ologramma si rivela stereoscopicamente l'oggetto, come se lo si osservasse attraverso una finestra di dimensioni pari a quella della lastra. Questa caratteristica degli ologrammi, cioè la possibilità che essi hanno di registrare completamente ( in ampiezza e in fase ) un campo d'onde, e alla base delle numerose e importanti applicazioni che l'oleografia ha in vari campi della tecnica. Il principio dell'oleografia, inizialmente sviluppato nel campo delle onde luminose, è stato poi esteso, con opportuni adattamenti sperimentali, ad altri campi d'onde per esempio: a onde acustiche e a microonde. Immaginando di riferendosi ad un oggetto non luminoso, il procedimento della fotografia ordinaria consiste nell'illuminare l'oggetto e registrare in una emulsione fotosensibile, di una lastra fotografica, la luce diffusa dall'oggetto, convogliata, sulla lastra medesima mediante convenienti mezzi ottici. la lastra fotografica, è capace di registrare soltanto l'intensità delle onde luminose che la colpiscono. Nell'oleografia vengono registrate nella lastra informazioni relative all'ampiezza direttamente e quelle relative alla fase indirettamente, convertendole in informazioni di ampiezza mediante fenomeni interferenziali fatti avvenire tra le onde da registrare e un fascio d'onde di riferimento. Si ottiene così sulla lastra una figura, appunto l'ologramma, che apparentemente non riduce affatto l'oggetto fotografico : ma se si illumina la lastra, sviluppata, con un fascio d'onde analogo a quello usato precedentemente, la variazione di annerimento contenente l'informazioni di fase restituiscono, mediante diffrazione le suddette informazioni, le ond Continua »