Principio Di Conservazione Quantità Di Moto - Appunti di Fisica gratis Studenti.it

Principio di conservazione quantità di moto: Relazione sulle quantità di moto attraverso esperimento(rotaia a cuscino d'aria, bilancia a bracci) (formato word pg 5) ( formato doc)

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Relazione di Fisica Relazione di Fisica Lo scopo delle nostre prove è verificare che è vero il principio della conservazione della quantità di moto, il quale afferma che la quantità di un moto in un sistema isolato rimane costante, e faremo ciò tramite esperimento di urto, un esperimento che ha portato alla scoperta dei neutroni all'interno dell'atomo. Per la prima parte del nostro esperimento utilizziamo la rotaia a cuscino d'aria. Abbiamo due masse rappresentate dai due carrelli A e B posti sulla rotaia. Poniamo: mA > mB (dove m sta per massa) Poiché mettiamo una massa aggiuntiva sul carrello A, come nella figura. 1 PRIMA DELL'URTO Immaginiamo il carrello B fermo sulla rotaia. Il carrello A viene spinto, assumendo così una certa velocità; dopo qualche secondo A urta B. Tenendo conto che la quantità del moto di un corpo si calcola moltiplicando la propria massa per la velocità dello stesso, abbiamo: mA vA + mB vB Dato che B è fermo, la sua velocità è zero, e quindi: mA vA + 0 Quantità di moto nel sistema isolato prima dell'urto. - DOPO L'URTO Dopo che A ha urtato B, B acquista velocità, mentre A ne perde. Di conseguenza: mA v A + mB v B Quantità di moto nel sistema isolato dopo l'urto (dove v A e v B rappresentano la velocità di A e B dopo l'urto). Fatte queste premesse, se è vero che la quantità di moto non subisce variazioni all'interno del sistema isolato, dobbiamo verificare che: mA vA + 0 = mA v A + mB v B Dobbiamo calcolare: la velocità di A prima e dopo l'urto (vA, v A); - la velocità di B dopo l'urto (v B); La massa di A e di B ( mA, m B). 2 Calcoliamo la velocità di A prima dell'urto (vA). Misuriamo innanzitutto le due posizioni delle fotocellule. X1 = 53 cm (prima posizione) x t v (cm/s) X2 = 73 cm (seconda posizione) (cm) (s) X = 20cm 20 1,09 18,2 1,10 1,11 1,10 Con lo stesso procedimento calcoliamo la velocità di A e di B dopo l'urto. v A x t v (cm/s) (cm) (s) 3,93 5,18 3,82 3,94 3,82 3,86 3,81 v B x t v (cm/s) (cm) (s) 20 0,81 24,6 0,81 0,81 0,80 3 Calcoliamo ora la massa di A e di B. Per far ciò utilizzeremo un nuovo strumento, la bilancia di precisione a bracci. Mettiamo inizialmente su uno dei due piattelli il primo carrello da misurare (B), dopodiché, allo scopo di raggiungere l'equilibrio tra i due bracci della bilancia, aggiungiamo delle masse campione, sottomultipli del grammo campione, sul piattello vuoto e, se è necessario, anche sul piattello contenente il carrello. 1° Piattello : 100 g 2° Piattello : 230 mg + carrello B 100 - 0,23 = 99,77 g massa di B (mB) Facciamo lo stesso procedimento per misurare la massa del carrello A. 1° Piattello : 201 g e 490 mg 2° Piattello : carrello A 201 + 0,49 = 201,49 g massa di A (mA) A questo punto, avendo a disposizione tutti i dati richiesti, possiamo ultimare il nostro esperimento facendo gli ultimi calcoli per verificare la nostra tesi iniziale. 4 mA vA + 0 = mA v A + mB v B mA vA = 201,49 18.2 = 3667,12 mA v A = 201,49 5,18 = 1043,72 mB v B = 199,77 24,6 = 2454,34 mA v A + mB v B = Continua »

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