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Per condurre un aeromobile lungo una traiettoria passante per i punti A e 11 è ne¬cessario, nel caso di atmosfera ià quiete, volare mantenendo costantemente l’asse longitudinale del velivolo lungo la traiettoria programmata (9 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da cdgcdg

Il problema del vento Il problema del vento Per condurre un aeromobile lungo una traiettoria passante per i punti A e 11 è ne­cessario, nel caso di atmosfera ià quiete, volare mantenendo costantemente l'asse longitudinale del velivolo lungo la traiettoria programmata. In pratica non sI verifica quasi mai una navigazione in atmosfera tranquilla per la presenza del vento, definito come lo spostamento di una massa d'aria, per lo più in senso orizzontale, dovuto a differenze di temperatura e di pressione da luogo a luogo. Un aeromobile, di conseguenza, partecipa sia al movimento im­presso dal proprio motore, sia al moto di traslazione della massa d'aria. Gli ele­menti del vento sono la direzione e la velocità che vengono indicati con il sim­bolo WD/WVo anche W/V Per direzione (WD= Wind Direction) s'intende la direzione dell'orizzonte da cui essò proviene, per velocità (WV = Wind Velocity) lo spazio che la massa d'aria percorre nell'unità di tempo. La velocità del vento viene espressa nella stessa unità di misura della velocità dell'aeromobile (normalmente in nodi). Per esempio, un vento proveniente da SE (vento. di sciroeco) con velocità 50 kt viene indicato con 135°/50 kt. Per spiegare l'azione del vento su un velivolo si può ricorrere al seguente esempio: un rematore deve attraversare un fiume con una piccola imbarcazione dal punto A al punto B In assenza di corrente,dirigendo verso B, la traiettoria seguita dalla barca coin­cide con la congiungente AB. Se, invece, lungo il fiume è presentc una corrente, sulla barca agiranno due forze: quella del rematore (nella direzione dell'asse longitudinale dcl natante) e quella della corrente (nella direzione del flus­so d'acqua). La barca, pertanto, manterrà la propria prora diretta lungo una dire­zione apparente mentre in effetti seguirà una direzione effettiva definita dalla ri­sultante delle due forze pervenendo in un punto C anziché nel punto B. L'angolo fra la traiettoria programmata AB e quella effettivamente seguita AC è detto angolo di deriva. Per pervenire nel punto B il rematore ha due possibilità: mantenere costante­mente la prua dell'imbarcazione, orientata verso il punto B, oppure dirigere la L'imbarcazione deve attraversare un fiume in assenza di corrente (caso a) ed in presenza di corrente (caso b) prua secondo una direzione AB' (da calcolare), essendo B' un punto posto a monte di B, in modo che la corrente produca uno spostamento tale che al termine della traversata la barca arrivi in B. Nel primo caso l'imbarcazione segue una curva, detta curva del cane, dovendo continuamente aggiornare la prora; di conseguenza allungherà il suo percorso. Nel secondo caso il rematore dovrà determinare l'angolo di corre­zione di deriva di cui dovrà essere corretta la direzione del moto affinché l'imbarcazione segua la traiettoria prestabilita. Si noti che l'angolo di correzione di deriva non è uguale all'angolo di deriva della figura 6.lb in quanto è diverso l'angolo d'impatto tra la direzione della corrente Continua »

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