Per migliaia di anni non interesserà il fattore scientifico–culturale, poiché i comandanti avevano poca dimestichezza con la cultura ed erano prevalenti i motivi economici. L'uomo si muove per primo via mare attraverso una navigazione diurna (x la difficoltà di orientamento di notte).
A mano a mano che l'orizzonte si allarga, la cartografia avrà sempre più un ruolo importante, ma di questa non abbiamo documenti originali (risalgono 4-5mila anni fa). Inoltre in passato vi sono molte zone evitate dall'uomo, ad esempio nell'Alto Adriatico perché:
1. non vi erano approdi facili x la rocciosità del paesaggio e per la paura dei grandi fiumi (Piave, Tagliamento, Isonzo)
2. paura per la nebbia e per i venti di nord-est
3. paura per l'alta marea (che negli ultimi 50 anni ha avuto un incremento vistoso come è successo a Venezia)
Le navigazioni sono all'inizio i mezzi più semplici per i viaggi, ma forniscono una cartografia limitata xkè disegnavano solo le aree nei dintorni della costa con fiumi, insediamenti e indicazioni su dove poter trovare l'acqua potabile.
I documenti cartacei passano di mano in mano e per questo motivo molti vennero persi.
L'importanza della cartografia nella descrizione del territorio vuol dire la possibilità di conoscerlo e di progettarlo
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