Geografia e cultura delle Alpi: Geografia generale, soprattutto geografia alpina. Nozioni di geografia urbana e di pianificazione territoriale, cenni storici sullo sviluppo del pensiero geografico (16 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da dinamocampetto

Untitled Geografia B Prof.: Fabrizio Bartaletti Appunti presi alle lezioni: 19-2-04: Un primo quesito da porsi affrontando la Geografia, è il seguente: chi può essere considerato il fondatore della geografia moderna? E di conseguenza anche: quando si è creato un pensiero geografico coerente? Al primo quesito si può rispondere con alcuni nomi. Di sicuro il primo fu Strabone, un greco, ma non si faceva ancora geografia vera e propria. Dunque è necessario fare un salto di alcuni secoli, arrivando al XVII secolo, con Bernhard Varen (detto Varenius): era un olandese e scrisse un libro intitolato “Geografia generale”, un primo manuale di geografia. Rimase però un caso isolato, è dunque da considerare un precursore. Successivamente, nella seconda metà dell'800, tra il 1850-70, si sviluppa un vero pensiero geografico, nel periodo dell'evoluzionismo. Alcuni geografi però non d'accordo con questo salto così lungo nel tempo e trovano un inizio di geografia vera e propria un po' prima, a cavallo tra `700 e `800, con l'Illuminismo. Dunque si dibatte se la geografia sia un prodotto dell'Illuminismo o del Darwinismo. Analizzando la tesi che sposterebbe la nascita della geografia a cavallo tra `700 e `800, si trovano due nomi molto importanti, Von Humboldt (1779) e Ritter (1788). Anche loro però sembrano rimanere isolati: hanno dato vita ad una buona geografia ma hanno avuto poco seguito. Von Humboldt viaggiò molto, soprattutto tra il 1799 e il 1804, periodo in cui visitò l'America Centrale e Meridionale, visitando molti luoghi. Fece osservazioni molto interessanti: individuò ad esempio la corrente fredda del Sud-America che porta a tuttora il suo nome. Visitò inoltre le Galapagos ed avanzò teorie. Raccolse poi le sue osservazioni in 20 volumi circa, salvo successivamente compendiare tutte le sue conoscenze in un'opera denominata “Kosmos” (trattava per lo più geografia fisica). Utilizzò le curve di livello per una carta del clima, e fu il primo a creare una carta climatica; fu il primo anche a fare ricerche sull'altezza media dei continenti. Si è occupato molto anche di botanica. Ritter invece, suo contemporaneo, rappresenta l'altro aspetto, quello umano che lui sviluppa molto di più. Fu il primo ad avere una cattedra di geografia all'Università. Scrisse moltissimo (circa 50 libri), ma viaggiò poco. Si dice ad esempio che scrisse su Africa, Asia e Medio-Oriente senza esservi mai stato. Perché non gli interessava il lato naturalistico ma intendeva la geografia come scienza teleologica (dal greco ????σ? scopo, fine). Di sicuro lo si può comprendere come un geografo deterministico, che studiava le influenze dell'ambiente sull'uomo; per questo Ritter si colloca già in un'ottica come quella Darwinista. Per lungo tempo questa matrice deterministica è stata molto accettata in geografia e fino al 1900-10, quando qualcuno (Vidal de la Brache e Lucien Febvre) si è opposto a questa matrice proponendo di contro il possibilismo, affermando che Continua »

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