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Tesi tesi di laurea in diritto costituzionale monografico, di E.Panella. Universita’ degli studi di Firenze, Facolta’ di Giurisprudenza. Relatore Chiar.mo Prof. Roberto Zaccaria. Anno accademico 1999 - 2000. ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da gaboz

CAPITOLO I - "Dalla libertà di manifestazione del pensiero alla libertà di informazione" UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI FIRENZE FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA Tesi di laurea in DIRITTO COSTITUZIONALE MONOGRAFICO DISCIPLINA IN MATERIA DI COSTITUZIONE E MANTENIMENTO DI POSIZIONI DOMINANTI NEL SETTORE RADIOTELEVISIVO Relatore Chiar.mo Prof. Roberto Zaccaria Candidata Eleonora Panella ANNO ACCADEMICO 1999 - 2000 INDICE INTRODUZIONE L'ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale sui problemi relativi a tutto ciò che può rientrare nella nozione di “mercato televisivo” ha da sempre costituito, in ragione della pluralità delle questioni sollevate, il più proficuo campo di sperimentazione dei diritti che si sono costruiti intorno alla vicenda informativa. E' proprio nell'attività televisiva, infatti, che è più chiaro lo scontro tra i molteplici interessi che riguardano le attività dell'informazione, cosicché nel susseguirsi degli interventi della giurisprudenza costituzionale e del legislatore, si assiste ad un progressivo delinearsi delle diverse istanze, che tuttavia ancora non garantisce risultati definitivi. Nel 1994 la Corte Costituzionale con la decisione n. 420 dichiarava costituzionalmente illegittimo il quarto comma dell'articolo 15 della Legge n. 223 del 1990 nella parte in cui consentiva ad un privato di essere titolare di tre concessioni nazionali su nove assentibili ai privati ovvero di essere titolare del 25% del numero complessivo di reti previste dal piano di assegnazione, perché ritenuto in contrasto con il valore del pluralismo espresso dall'articolo 21 della Costituzione che assume una portata non meramente programmatica, ma “immediatamente applicativa”. Tale decisione rendeva quindi necessaria l'emanazione di una nuova e riformulata disciplina antitrust che risolvesse la situazione creatasi. Veniva, perciò, emanata la Legge n. 249 del 1997, che all'articolo 2 contiene la ridefinizione dei limiti e dei parametri anticoncentrazione giudicati in grado di garantire la tutela del pluralismo informativo. La citata pronuncia n. 420 del 1994, come vedremo, non costituisce che l'ultimo dei molteplici interventi compiuti negli ultimi decenni dalla Corte Costituzionale sull'assetto del mercato radiotelevisivo. Per la particolare natura pubblica e generale degli interessi che lo connotano, infatti, l'apertura del settore radiotelevisivo al mercato concorrenziale ha da sempre costituito un problema. In principio, l'assetto economico di tale settore era un assetto di pubblico monopolio. Più volte la Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità di tale assetto di mercato con i principi costituzionali, ha concluso in senso affermativo sulla base della considerazione che la limitatezza delle frequenze disponibili rendeva opportuna una gestione pubblica in assetto di monopolio di tale servizio potendo lo Stato garantire sicuramente meglio dei privati il rispetto del pluralismo informativo. Ma già dal 1976, con alc Continua »

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