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Tesi di P Ferretti. Facolta’ di Giurisprudenza. ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da gaboz

INTRODUZIONE Introduzione Introduzione L'attività medico-chirurgica, quale momento centrale della professione sanitaria, viene riconosciuta, regolata e tutelata dall'ordinamento, assolvendo ad una preminente funzione sociale nell'interesse del singolo e della collettività. Si risolve, in poche parole, in un intervento volto al miglioramento della salute del malato o, quantomeno, al recupero di un grado di salute maggiore rispetto a quello presentato. Un ruolo considerevole, in questo senso, va ascritto al consenso del paziente, quale momento di espressione di una posizione soggettiva estremamente articolata e complessa. In tale prospettiva, il presente lavoro vuol cercare di analizzare quale sia la funzione del consenso in attività che possono comportare dei rischi per la salute e produrre eventi dannosi. Se infatti l'operatore sanitario è investito del delicato compito di realizzare gli obiettivi della salute, nello stesso tempo può essere reputato l'autore dell'eventuale fatto tipico di reato che abbia a verificarsi. I primi tre capitoli si dedicano, pertanto, all'analisi del consenso nel contesto generale del rapporto medico-paziente: al di là dei contrasti dottrinali sulla natura giuridica o meno dello stesso, rimane fermo che non scrimina eventuali illeciti penali, ma si pone come condizione di legittimità per l'esercizio dell'atto medico. Una deroga a tale principio è consentita qualora l'intervento sia imposto dalla legge o costituisca dovere d'ufficio. Le ipotesi, infatti, in cui il medico può intervenire sul soggetto dissenziente si verificano quando sussiste una riserva di legge (trattamenti obbligatori ex lege); quando si trovi di fronte un paziente che non sia in grado di esprimere un valido consenso; quando, infine, ci sia la necessità di intervenire per salvare il paziente, nei limiti dell'art. 54 c.p. Ed è proprio in tale prospettiva che si pone il problema di un'informazione dettagliata e completa, adeguata alle capacità recettive ed alla sensibilità dei singoli pazienti, ai fini di un consenso libero e consapevole. L'intero capitolo secondo affronterà la questione del consenso informato: si dice che l'informazione debba essere semplice, personalizzata, veritiera, esauriente sulla natura della malattia, sulle reali indicazioni e controindicazioni, sui rischi e le possibilità di successo. Ma è difficile fissare il limite dell'obbligazione di dire esattamente la diagnosi formulata nei casi con sicuro esito letale. Il capitolo terzo si occuperà della deontologia medica, quale dottrina che contempla le essenziali regole di comportamento cui il medico è tenuto ad attenersi in ottemperanza all'ordinamento giuridico-sociale, soffermandosi in particolare sul nuovo codice deontologico del 1998. In seguito si tratterà dell'evoluzione giurisprudenziale in tema di responsabilità medica: da un atteggiamento caratterizzato da una certa indulgenza e comprensione nel valutare l'operato medico, si è assistito ad un cambiamento di rotta tendente, Continua »

TAG: salute
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