U CAPITOLO PRIMO L'UNIONE EUROPEA 1. La costruzione europea dopo il Trattato di Maastricht L'Unione Europea appare oggi come un edificio retto da tre pilastri: il primo è costituito dalle tre Comunità, il secondo è relativo alla Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC); ed il terzo, che inizialmente si identificava nella giustizia e gli affari interni, con il trattato di Amsterdam, è stato esteso alla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Le tre Comunità sono: la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), istituita a Parigi il 18 aprile 1951, la Comunità Economica Europea, che dal 1993 è stata ridenominata Comunità Europea, CE; la Comunità Europea dell'Energia Atomica (CEEA o Euratom), queste ultime entrambe istituite il 25 marzo 1957 a Roma. Si tratta, per dirla con il Conforti, delle “organizzazioni internazionali maggiormente dotate di poteri decisionali nei confronti degli Stati che ne fanno parte”. Proprio questa loro peculiarità è probabilmente all'origine della discussione che si è sviluppata sulla loro natura giuridica. Si discute, in particolare, se si tratti di vere e proprie organizzazioni internazionali o addirittura di embrioni o frammenti di uno Stato federale, dato che vi sono alcuni principi del diritto comunitario, primo fra tutti la prevalenza di questo sul diritto interno, che sono propri del vincolo federale. Peraltro lo stesso autore rileva come esse restino allo stato attuale delle organizzazioni internazionali, seppur sofisticate, poiché la sovranità degli Stati membri, finanche nelle materie di competenza comunitaria, non può considerarsi degradata ad autonomia. Tali questioni saranno comunque riprese più avanti quando si tratterà della ripartizione dei poteri “sovrani” tra Stati membri ed Unione Europea. Quanto al secondo ed al terzo pilastro essi sono stati introdotti con il Trattato istitutivo dell'Unione Europea firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1 novembre 1993. Tale Trattato, compiendo un'operazione che l'Atto unico europeo non aveva interamente effettuato, riconduce ad unitarietà istituzionale le Comunità e le politiche che si venivano creando intorno ad esse ma al di fuori di esse: circa gli affari interni esso non va oltre il mero coordinamento tra le politiche nazionali e, per quanto attiene alla politica estera, le azioni comuni sono decise dal Consiglio Europeo che, come si vedrà, è l'organo dell'Unione distinto dagli organi delle Comunità. Esso inoltre modifica il Trattato della Comunità Economica Europea, che ridenomina Comunità Europea (CE) nell'intento di sottolinearne la valenza non solo economica ma anche sociale, rafforzando la funzione del Parlamento, creando una “cittadinanza europea” il cui presupposto è la cittadinanza di uno Stato membro e istituendo in tappe successive una Unione economica e monetaria caratterizzata da una Banca centrale comune (la BCE), che sovrintende al Sistema Europeo di Banche Cen Continua »