La guerra nel diritto costituzionale e nel diritto internazionale

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E' una tesina riguardante il concetto di guerra nel diritto costituzionale e nel diritto internazionale con riferimento alla guerra del Kossovo. (8pag - formato word) (0 pagine formato doc)

LA GUERRA NEL DIRITTO COSTITUZIONALE LA GUERRA NEL DIRITTO COSTITUZIONALE L'articolo 11 della Costituzione L'art. 11 della Carta Costituzionale proclama solennemente che “L'Italia ripudia la guerra come strumento d'offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Tale precetto ha le sue radici ideali nell'internazionalismo costituzionale, e trova numerosi precedenti in altre costituzioni, a partire da quella francese del 1971. Si è sostenuto che il ripudio della guerra costituisce una componente necessaria del nostro ordinamento, e pertanto un suo principio generale immodificabile persino col procedimento di revisione costituzionale. Conseguentemente, si è asserito che tale principio eserciterebbe una spinta in direzione pacifista, tanto nei confronti degli organi legislativi, quanto nei confronti di quelli amministrativi, e specialmente governativi, i quali sarebbero tenuti a realizzare le misure necessarie a garantire l'efficacia della norma-principio e delle disposizioni già vigenti. Nel testo dell'articolo il costituente non ha posto lo “Stato” italiano, o la “Repubblica” italiani, bensì l'Italia. Ciò sta a significare che è lo Stato-comunità, il popolo italiano, indipendentemente dalla sua forma organizzativa, che ripudia la guerra. Un secondo rilievo è che nell'art. 11 è adoperata esattamente l'espressione “guerra”, e non l'espressione “stato di guerra”, adoperata, invece, negli art. 78 e 87. L'art. 11, parlando di “altri popoli”, statuisce, implicitamente, ma inequivocamente, che non è guerra la violenza collettiva di una parte del popolo italiana contro l'altra parte. La conclusione che né deriva è tutt'altro ininfluente, dal punto di vista giuridico-costituzionale, sulla legislazione ordinaria in vigore, interpretata in relazione all'art. 11 Cost. Né deriva, infatti, l'inapplicabilità dell'art 78 ad una guerra civile, ad una ribellione, cioè a qualsiasi situazione di violenza intestina. L'art. 11 Cost. è comunemente richiamato mediante la locutio brevis “ripudio della guerra”. Tale locuzione non ha ripudiato la guerra, bensì la guerra “come strumento d'offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, e perciò la guerra d'aggressione. E' ammissibile, quindi, la guerra di difesa, prevista negli art. 78 e 87. Non solo, ma poiché l'art 52 comma I dispone che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”, la guerra difensiva si lascia configurare addirittura come uno dei doveri costituzionali, dato che l'attribuzione al cittadino del dovere di difendere la patria non può non includere i pubblici poteri responsabili. L'articolo 78 della Costituzione L'art. 78 della Costituzione proclama che “le Camere deliberano lo Stato di guerra”. Ma tale dizione ha sollevato in dottrina il problema se la prescritta deliberaz