Tesi in diritto del lavoro Tesi in diritto del lavoro “Gli obblighi di diligenza del prestatore di lavoro” CAPITOLO I “LA DILIGENZA: DOTTRINA E INTERPRETAZIONI” TEORIA SOGGETTIVISTICA DELLA DILIGENZA Nella lingua italiana i vocaboli diligenza o diligente derivano direttamente dalla lingua latina, di cui sono la traduzione letterale: diligere o dilegere significa amare ciò che fra più cose viene preferito (o anche semplicemente preferire); discende da legere ( scegliere) cui è stato anteposto il prefisso dis che suggerisce l'idea del distacco. Nell'uso corrente della lingua italiana, diligenza è quindi “cura sollecita e assidua nell'operare”, oppure “continua ed assidua cura, accuratezza, amore, ricerca accurata” e così diligente è colui “che opera con cura sollecita e assidua, con amore”. In sostanza, la diligenza, secondo la sua espressione lessicale attuale, sta a significare una dote naturale dell'essere umano che si traduce in un atteggiamento volontaristico, qualificato dalla ponderata ricerca e selezione dei mezzi per la miglior riuscita di quel che si fa nell'interesse proprio o di terzi. Un più chiaro concetto di diligenza si può evincere considerandone i sinonimi, fra i quali: zelo, premura, sollecitudine, scrupolosità, accuratezza, avvedutezza e altri. Il vocabolo diligenza viene usato anche nel linguaggio giuridico e, dal diritto romano in poi, il concetto che esso racchiude ha assunto un grande rilievo in moltissime norme, specialmente nel campo del diritto delle obbligazioni. Come vedremo nelle pagine seguenti, al suo significato originario, che ha una base eminentemente soggettiva e interiore, se ne è andato aggiungendo un altro di carattere tecnico e oggettivo che tende a sovrapporsi al primo. Fenomeni come questi sono frequenti nel linguaggio comune ed anche nello stesso linguaggio giuridico, il che può determinare delle incomprensioni fra gli stessi interpreti a tutto danno della certezza del diritto. Questi cenni introduttivi sull'etimologia e sul significato comune di diligenza sono, a mio avviso, necessari affinchè l'interprete tenga il dovuto conto del valore delle parole e , quindi, dei concetti che esse racchiudono secondo l'uso corrente delle lingue viva in relazione all'individuazione dei concetti e delle categorie giuridiche presenti nel sistema del diritto positivo. Può essere interessante illustrare ora alcuni dei principali punti di vista sostenuti dalla dottrina più recente intorno all'essenza del concetto di diligenza specificando che un vivo dissenso si è riscontrato e tuttora si manifesta tra coloro che sostengono la tesi della diligenza soggettiva e quelli che, invece, la ammettono solo in senso oggettivo. Fra i più autorevoli sostenitori della prima opinione figura Ludovico Barassi (1873-1961) giurista docente di diritto privato nell'Università Cattolica di Milano e autore di numerose opere di diritto civile e del lavoro. Una prima ed organica analisi Continua »