il teatro tragico

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Riassunto delle principali caratteristiche del teatro tragico dell'antica grecia (2 pagine formato doc)

IL TEATRO TRAGICO IL TEATRO TRAGICO Le rappresentazioni teatrali nell'antica Grecia erano legate a delle occasioni precise: Piccole Dionise o Dionise Rurali Lenee, in onore di Dioniso Leneo Grandi Dionise o Dionise cittadine Antesterie, feste del vino nuovo Queste rappresentazioni erano svolte per la maggior parte durante il periodo invernale. Questo al giorno d'oggi potrebbe sembrare sconveniente per delle rappresentazioni da svolgersi all'aperto. In realtà la scelta del periodo, essendo queste delle manifestazioni in onore di Dioniso (considerato il “patrono” della fertilità), è legata ai periodi nei quali le sementi allignavano, inoltre nel periodo invernale c'era meno lavoro nei campi. I concorsi (o agoni) oltre che al teatro comprendevano altri tipi di spettacolo. Ad ogni agone venivano messe in scena sia rappresentazioni tragiche sia comiche. I poeti tragici dovevano portare tre tragedie più un dramma satiresco. I poeti comici invece dovevano portare una commedia. Riguardo le spese, mettere in scena uno spettacolo era molto dispendioso e per questo esistevano dei personaggi incaricati ad occuparsi sia delle spese sia della manutenzione e allestimento del teatro e del coro: L'arconte eponimo si occupava di garantire ad ogni poeta tutto quello di cui avesse bisogno per la messa in scena del suo spettacolo, e soprattutto il coro. una commissione, della quale formazione si preoccupava l'arconte eponimo, selezionava le rappresentazioni da far partecipare all'agone La polis provvedeva direttamente a tutte le spese e inoltre si impegnava di permettere la partecipazione a tutti alo spettacolo. Il “teoricon” fu istituito proprio per questo, era un contributo che la polis garantiva alle classi meno abbienti in modo da garantirle il prezzo del biglietto. Il corego si occupava dell'allestimento del coro, che era una vera e propria liturgia chiamata coregia Il “teatrones” provvedeva al mantenimento e all'allestimento del teatro I “rabducoi” si occupavano del servizio d'ordine ed erano coordinati direttamente dal teatrones Nello sviluppo del teatro tragico greco vediamo l'assegnazione di uno spazio sempre maggiore al dialogo e al contrario un ridimensionamento della funzione del coro. Il coro si disponeva secondo un0 schema tetragonale. Al tempo di Eschilo era formato da 12 coreuti. Uno di questo era il corifeo che rappresentava l'intero coro nei dialoghi. Con Sofocle il numero dei coreuti cresce arrivando a 15. In questo modo si poté dividere in due semicori ciascuna con il suo capo-coro (prostates). Riguardo al numero degli attori, originariamente abbiamo un unico attore, interpretato al drammaturgo stesso. Con Eschilo si aggiunge un secondo attore e con Sofocle un terzo attore. Raramente compare sulla scena un quarto attore che è però un attore “muto”. Uno stesso attore, per motivi tecnici, interpretava quindi più ruoli e l'uso della maschera, che all'inizio aveva per lo più un valore liturg