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Breve ricerca sulla tragedia (considerazioni di carattere generale). (formato txt) ( formato txt)

VOTO: Appunto inviato da leogin

"MEDEA" di Euripide Considerazioni di carattere generale -Euripide esprime la lotta spirituale e il tormento suscitato da questioni eternamente irrisolte, e ha dato voce ad un epoca che non aveva dimenticato il vecchio, ma correva verso il nuovo per incerti sentieri. -Euripide continuamente sospinto a nuove audacie e continuamente risospinto alle idee tradizionali. -Euripide proprio partendo dal razionalismo della sofistica che gli aveva permesso di superare il mito e realizzare una tragedia veramente umana, fa un'indagine critica che lo porta a superare le premesse sofistiche per penetrare nella profondità dell'animo umano e scorgervi quanto di irrazionale e di inafferrabile vi si agiti. La ragione può analizzare e spiegare i fatti, non modificarli: di qui il graduale disimpegno politico e l'evasione finale nella poesia. -Dietro le disarmonie della poesia di Euripide, dice Jaeger, deve nascondersi anche la disarmonia sua personale. -Medea è veramente umana nella complessità del suo carattere. La molteplicità dei gesti è il risultato del diverso e mutevole rapporto di forze tra esigenze razionali e istanze emotive col quale si spiegano bene anche quegli atteggiamenti che appaiono a primo acchito contraddittori o impossibili in una unitaria struttura psichica. -Medea: donna di straordinaria razionalità ma anche di estrema passionalità Per l'amore di Giasone, in cui ha fissato tutta la sua energia esistenziale, ha travolto ogni coscienza di bene e di male, ha ucciso. Nella ricerca di una vendetta precisa Medea dimostra la sua lucidissima razionalità posta in questo caso al servizio della passionalità frustrata. -La varietà e diversità dei suoi sentimenti e atteggiamenti sono conseguenza della sua capacità di aderire e di reagire alla molteplicità e variabilità del reale che la circonda. Euripide ha rappresentato l'indicibile e l'irrappresentabile del cuore umano nelle sue pieghe più profonde e nelle sue parti più oscure e riposte, dove istinto e intelletto, passione e ragione si mescolano e si confondono senza che sia possibile separarle, dove la logica, divenuta paralogismo, salva l'onore perché salva le apparenze, ma obbedisce alle ingiunzioni di una forza oscura, dove l'assoluto smarrimento si coniuga con la lucidità estrema. Di fronte al dramma di Medea si subisce il peso della sua sofferenza e della sua vendetta la quale, paradossalmente, dimostra, in una totale assenza degli dei, il senso dell'impotenza e della debolezza, pur nel contesto di una furia scatenata della natura, di fronte a condizioni dolorosamente irrimediabili di ingiustizia suprema. Considerazioni tratta da episodi specifici Si trova differenza di stile tra i momenti in cui parla Medea e quelli in cui parla Creonte (Primo Episodio). Medea: stile confuso e accavallamento di parole ad evidenziare lo stato d'animo di Medea Creonte: stile altisonante a nascondere la sua debolezza interna (vv.271-275) L'atteggiamento interiore di Medea viene scandito dal poeta tragico in ogni fase Continua »

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