Ricerca sulla mucca pazza, Davide Madeddu: Ricerca sulla mucca pazza, Davide Madeddu: Se ne è parlato tante volte nei giornali, alla televisione e alla radio, insomma tramite i mass-media di questa “nuova” (fra virgolette) malattia della “mucca pazza”…. Tra virgolette perché è un problema già vecchio e già discusso, ma che soltanto adesso sta facendo parlare molto di lei per la velocità con cui si è diffusa e per i problemi che potrebbe causare anche in futuro, in date ancora sconosciute. È un problema noto già quindici anni fa, quando in Inghilterra per la prima volta la malattia della BSE (encefalopatia spongiforme bovina) ha iniziato a diffondersi con rapidità tra i bestiami bovini rappresentando un serio problema anche per gli uomini e gli altri mammiferi e tipi di bestiami, a livello epidemico mondiale e europeo in gran parte. Per quindici anni l'Inghilterra ha tenuto (gravemente) nascosto il problema al resto d'Europa e ai cittadini britannici per evitare lo scandalo, l'opinione pubblica, la stampa e le televisioni internazionali, ma quando ormai era impossibile tenere nascosta la verità perché ormai la malattia aveva già causato le prime morti anche oltre-oceano, si è iniziato a indagare sulla sua causa, le sue conseguenze e i responsabili che hanno taciuto. Adesso che cosa si sa di questa malattia? Si sa che si sviluppa in allevamenti mal controllati o non controllati affatto - allevamenti intensivi in prevalenza - dove le mucche (ma anche una grandissima quantità di altri animali da allevamento, come polli, galline, pecore, vitelli, maiali ecc.) vengono fatte pascolare all'interno di capannoni o piccole stalle di una misera decina di metri quadrati, all'oscurità, senza quasi mai vedere la luce del sole, in gruppi di cinque o sei , ammassate, e vengono cibate con dei preparati industriali, multivitaminici e antibiotici anche nocivi e comunque responsabili di malformazioni e una cattiva crescita forzata. Nascono animali che nel giro di pochi mesi devono ingrassare in fretta per poi essere condotti al macello e poi al piatto del consumatore, senza certificazioni o controlli di ogni genere, animali “colorati” artificialmente per sembrare naturali e forti, ma invece sono animali deboli fisicamente, che hanno poche protezioni come gli anti-corpi contro le malattie e sono più soggette ad ammalarsi. Capita quindi che in uno di questi allevamenti ci sia anche una sola mucca malata, magari persino di BSE che dopo che vive la sua piccola vita, viene macellata: le parti più richieste vengono lanciate sul mercato ai consumatori, ma le parti di scarto dove vanno? Non vengono buttate via ma riutilizzate per produrre mangimi animali (farine prodotte con gli scarti degli animali stessi, come cervello, ossa ecc.) e poi fatte mangiare alle mucche stesse. Questa forma di cannibalismo è la causa per cui la malattia si è diffusa così velocemente. La BSE agisce nel cervello e nel midollo spinale in prevalenza, insomm Continua »