Decadentismo e Pascoli

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Descrizione della vita e della poetica di Pascoli e opere importanti: Myricae, Canti di Castelvecchio, I Primi e i Nuovo poemetti. Analisi di: Arano, X Agosto, Assiuolo, A Novembre, Il vischio, digitale purpurea, Italy, Vertigine. Appunti sul Decadentismo e Pascoli (4 pagine formato doc)

DECADENTISMO E PASCOLI

Decadentismo e Pascoli. Il Decadentismo fu un grande movimento culturale che iniziò in Francia alla fine dell’Ottocento e durò fino alla metà del Novecento. Questi poeti vennero definiti “poeti maledetti” perché attraverso le loro opere esprimevano un rifiuto verso la società borghese.
Il termine Decadentismo inizialmente ebbe un’accezione negativa: indicava l’idea di vivere in un’epoca di crisi e decadenza.
Uno degli aspetti fondamentali di questa corrente è il grande cambiamento che avviene nella poesia: la quale perde la funzione educativa, patriottica, religiosa e filosofica, per diventare “poesia pura”, senza nessuno scopo pratico, ma diviene espressione della bellezza.
I rappresentanti maggiori di questo movimento furono Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio.

Decadentismo e Pascoli: tesina


PASCOLI DECADENTISMO E POSITIVISMO

Il Decadentismo affonda le sue radica nel sentimento di disagio che provano gli intellettuali dinnanzi alla nuova società, tutta tesa alla produzione e al guadagno, negli anni dl cosiddetto DECOLO INDUSTRIALE (1896-1908). Presupposti e condizioni di tale sviluppo furono:
•    Il protezionismo, attuato dalla sinistra, per promuovere lo sviluppo industriale italiano
•    L’intervento dello stato nel settore dell’industria pesante (siderurgica, idroelettrica e meccanica)
•    La nascita delle banche miste, caratterizzate da un insieme di Banca Commerciale (effettuava prestiti a privati a breve termine) e Banca D’Affari (effettuava prestiti alle imprese a medio e lungo termine)
•    Le rimesse degli emigranti, cioè i risparmi inviati in patria dai lavoratori italiani all’estero (Amarica latina e Stati Uniti).

Decadentismo e Giovanni Pascoli: tesina


DECADENTISMO PASCOLI E D'ANNUNZIO

Ciò porto ad un innalzamento del livello di vita con la diffusione dell’energia elettrica, incremento della viabilità, l’acqua corrente e il gas giungono nelle abitazioni degli italiani. Lo sviluppo però non colpì in modo omogeneo l’intera Italia, il tessuto industriale si concentrava perlopiù nel triangolo economico formato da Genova,Milano e Torino.
Gli operai del sud videro diminuire il livello medio della vita perché costretti a vivere in quartieri sovraffollati, malsani e sporchi, il riscaldamento nelle case di questi ultimi rappresentava un lusso. Pessime era soprattutto le condizioni dei contadini delle campagne costretti a vivere in fatiscenti abitazioni sottoposti a pesanti pressioni fiscali. Nel Meridione ciò comportò un aumento dello sfruttamento e della precarietà dei lavoratori, “le piazze Meridionali si trasformarono in mercati d’uomini”.

Il Decadentismo, D'Annunzio e Pascoli: riassunto


PERCHE' PASCOLI E' DECADENTE

Giovanni pascoli nacque nel 1855  a San Mauro di Romagna, la sua vita fu presto segnata da una serie di tragedie: l’assassinio del padre, la morte della madre e  di tre fratelli. Frequentò il collegio e si formò quella cultura classica che gli consentì di coltivare per tutta la vita la composizione di poesie latine. Attese poi alla facoltà di lettere all’università di Bologna che dopo tre anni abbandonò in quanto dovette subire tre mesi di carcere, uscito di prigione riprese gli studi e si laureò nel 1882.
Iniziò presto la carriera di professore e chiamò a vivere con sé le sorelle verso le quali nutriva un forte attaccamento. Risalgono a questi anni le sue prime poesie che gli favorirono notorietà, ricevette così l’incarico di professore universitario. Morì di cancro nel 1912.
Pascoli espose la sua poetica in un trattato intitolati “Il fanciullo”: secondo il Pascoli dentro ogni uomo è presente un fanciullo che, nonostante il passare degli anni, continua a sognare, ad avere paura del buio e a guardare la vita con innocenza e meraviglia. Il vero poeta è colui il quale riesce ad esternare questa voce fanciullesca e “mostrarla” agli uomini, ispirando, con la propria poesia, sentimenti e valori positivi.