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Eugenio Montale: Sguardo introduttivo alla vita e alle opere del celebre poeta ligure, Premio Nobel per la letteratura nel 1975 (3 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da michafunky

Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre 1896. Frequenta le scuole tecniche, ma la sua passione è il canto.

Nel 1916 scrive Meriggiare pallido e assorto, la prima poesia degli Ossi di seppia . Nel 1917 è chiamato alle armi, dove conosce il poeta e saggista Sergio Solmi. Come sottotenente viene inviato nel Trentino. Congedato nel luglio del 1919, torna in famiglia a Genova, così ha modo di frequentare i giovani poeti e letterati liguri.

Nel 1922, sulla rivista "Primo tempo", pubblica le prime poesie.
In questi anni compone Ossi di seppia , pubblicato nel 1925. In questo stesso anno, Montale firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce e pubblica un saggio critico intitolato Omaggio a Italo Svevo. Conosce Svevo a Milano nel 1926 e andrà a trovarlo a Trieste , dove incontrerà anche Umberto Saba e il poeta dialettale Virgilio Giotti. L'anno dopo Montale si trasferisce a Firenze.

Nel 1928 esce la seconda edizione degli
Ossi di seppia. Nel 1929 è nominato direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux. Intanto collabora a varie riviste e frequenta critici e scrittori. Nel 1931 pubblica La casa dei doganieri e altri persi . Nel 1936 conosce Mosca, che sarà sua compagna e moglie fino alla morte. Nel 1938 è costretto a lasciare il Gabinetto Vieusseux perché non si era voluto iscrivere al Partito fascista. L'anno dopo pubblica, da Einaudi, Le occasioni .

Dopo la guerra montale inizia a collaborare con il "Corriere della Sera " e ne diventa redattore nel 1948, anno in cui si trasferisce a Milano. Nel 1955, pur restando redattore del "Corriere della Sera", diviene critico musicale del "Corriere d'Informazione". Nel 1956 pubblica il suo terzo libro di versi, intitolato La bufera e altro.

In questo periodo riceve numerosi riconoscimenti . Nel 1967 è nominato senatore a vita; intanto appaiono in riviste o in edizioni fuori commercio le poesie di Xenia , che costituiranno un capitolo importante del suo quarto libro di versi, Satura , del 1971.
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