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Pirandello: Descrizione dell'autore (9 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da necatrix986

Untitled Pirandello Vita Famiglia agiata Tradizioni garibaldine ? interventista Studi in Germania ? approfondimento conoscenza degli autori romantici e umoristi Tema della follia: è questo un tema che percorre tutta la produzione di Pirandello; è ovvio che egli a differenza di Svevo non legge Freud, non lo conosce prima del '30 e quindi non ne è influenzato. E' contagiato dallo psichiatra Binet, che gli offre le formule scientifiche di due atteggiamenti psicologici: la variabilità degli stati psicologici la scomposizione della personalità. Riprende da Schopenhauer l'idea che la realtà è una costruzione soggettiva dell'uomo, recupera la sua idea di inconscio, che viene chiamato forza oscura, segreta, inconoscibile. C'è una parte di noi che non c'appartiene, in cui non ci riconosciamo più, e nonostante i nostri sforzi per soffocarla essa a tratti prende vita. In noi esiste una parte segreta ed incontrollata, una forza che provoca alterità. Temi Tema dell'altro: è un secondo Io presente nell'individuo Tema dell'individuo che si guarda allo specchio e non si riconosce Idea che il nostro Io non è uno ma tanti Paura d'impazzire, o la voglia di fare il pazzo per porre la verità di fronte alla gente Presenza in noi di un “gorgo” che è in fondo all'essere, un vero e proprio antro della bestia, che produce nell'individuo dei lampi di follia. Teatro: per le scene, Pirandello adatta gli schemi ed i personaggi delle novelle e dei romanzi. C'è una rivoluzione del linguaggio drammatico, che si fa portatore di un pensiero irrazionalistico. Dal 1921 circa si dedica completamente al teatro, e l'anno successivo abbandona il mondo piccolo borghese e segue la sua compagnia teatrale in tournee. Dal 1924 aderisce al Partito Nazionale Fascista, viene appoggiato dal regime. La sua adesione, nonostante tutto appare irreale, poiché il fascismo in quel periodo è debole (dopo il delitto di Matteotti). Vi aderisce per diverse ragioni: per il gusto di andare controcorrente, poiché il suo spirito antiborghese vede nel fascismo la realizzazione della vitalità e della genuinità, che prevedeva l'eliminazione delle forme false del suo tempo vede nel fascismo una garanzia di ordine sociale e politico per la sua radicata diffidenza nei confronti dei partiti tradizionali per il suo bisogno di certezze, che lo ponessero al riparo dal suo relativismo sognava di far nascere un teatro di stato, protetto e sovvenzionato dallo stato stesso e dal regime. Pirandello nella sua esistenza ha bisogno di certezze, e quando il fascismo diventa regime, egli prende le distanze da tutto e da tutti, riaffermando così la sua profonda voglia di libertà assoluta: critica tutte le istituzioni sociali e le maschere che la società impone ai cittadini. E' un falso problema chiedersi se esiste una filosofia di Pirandello, nel post-decadente c'è una compenetrazione tra filosofia e letteratura poiché entrambe parlano dell'essenza dell'uomo: dalle opere di questo autore emerge una concezione filosofi Continua »

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