L'infinito Di Giacomo Leopardi - Appunti di Italiano gratis Studenti.it

L'infinito di Giacomo Leopardi: Parafrasi e alcune considerazioni sulla poesia del poeta recanatese (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da francylandia

Parafrasi

Il poeta ricorda (rimembranza) quanto caro gli fu quel colle solitario (cioè il monte Tabor) e quella siepe, che gli impedisce di guardare oltre l'orizzonte. Non potendo vedere oltre la siepe, il poeta immagina spazi enormi e silenziosi e il cuore per poco non si angoscia e si smarrisce. [ il silenzio, fa passare il poeta, dall'infinito spaziale all'infinito temporale ].

Mentre sta immaginando, sente il fruscio del vento che lo riporta alla realtà, e paragona quell'infinito silenzio al fruscio del vento tra le piante. E pensa all'eternità e alle epoche passate, ma anche alla vita di oggi, ed al suo suono. Così, pensando a quest'infinità temporale e spaziale, annega il mio pensiero; e l'idea dell'infinito genera dolcezza, non più paura.

Spiegazione

"L'infinito" è un idillio scritto da Giacomo Leopardi. Con l'idillio si parte dal paesaggio e si fanno riflessioni filosofiche. Leopardi scrive questo idillio sul monte Tabor a Recanati . Una siepe gli impedisce la vista del paesaggio, e così si immagina uno spazio immenso . In questo idillio vi è una figura retorica molto frequente;l' enjambement che richiama il rapporto tra finito ed infinito.

"L'infinito" è diviso in due parti perfettamente simmetriche che durano circa 7 versi e mezzo; la prima parte descrive il paesaggio mentre la seconda parte è più riflessiva . Le scelte lessicali di Leopardi si avvalgono dell'uso di parole vaghe, indefinite , che lasciano al lettore la possibilità di interpretare la poesia secondo il proprio stato d'animo, inoltre queste parole "annebbiate" danno un senso più lieve e poetico e rendono molto meglio l'idea d'infinito.

Il primo aggettivo SEMPRE ci indica la ripetitività del poeta nel recarsi verso il colle per meditare. Nella parte conclusiva dell'opera l'abbandono all'infinito è reso attraverso l'uso di metafore che hanno come termine di paragone il mare, nella sua profondità e mutevolezza, nella sua apparenza superficiale.

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