Composto tra agosto 1802 e aprile 1803, fu posta in apertura alla raccolta di poesie nel 1803. Si svolge una riflessione sulla morte ispirata dall’immagine della sera. Come la sera può scendere ora dolce e serena ora tenebrosa e inquieta così l’idea della morte gli suggerisce per il pensiero dell’annullamento eterno, per l’altro quello del porto di quiete nel quale si placano gli affanni della vita. All’immagine della sera – morte apportatrice di pace si contrappone quella del reo tempo che distrugge ogni cosa e tormenta l’uomo con avversità affanni e delusioni. Il sonetto è diviso nettamente in 2 parti, che corrispondono alle 2 quartine e alle 2 terzine. La prima parte è prevalentemente descrittiva, quindi statica: descrive lo stato d’animo del poeta dinanzi alla sera, colta in 2 momenti diversi: l’imbrunire di una bella giornata estiva ed il calare delle tenebre in una fosca sera invernale. La seconda parte è più dinamica. Qui si colloca, infatti, il nucleo centrale del componimento, il “nulla eterno”:... Continua »