Nel coro del primo atto dell'Aminta di Torquato Tasso vi è un commento alla situazione scenica, in questo caso a parlare sono dei pastori che rimpiangono l'età dell'oro e affermano che la causa dei loro problemi sia l'Onore. Vi è una supplica all'interno del testo, i pastori reclamano ad Onore di non intervenire nelle loro umili vite ma di turbare quelle dei potenti, ovvero degli uomini di corte.
Il periodo dell'età dell'oro corrisponde ad un periodo mitico, nel quale si viveva al pieno la libertà dell'istinto e non vi era una legge civile che impedisse determinati comportamenti considerati "eccessivi", perciò i pastori nel finale del coro motivano la loro voglia di godere delle gioie dell'amore con il tema della fugacità del tempo, tema tipicamente laico umaniscito-rinascimentale, denotando come la vita sia breve e come gli anni fuggano troppo velocemente per godere delle gioie, è introdotto per la prima volta il problema della morte, riprendendo l'immagine del continuo sorgere del sole.
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