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Le Grazie di Foscolo: Note sulla genesi e la struttura del carme incompiuto composto nel 1812 da Ugo Foscolo e dedicato allo scultore Antonio Canova (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da piribillo

Le Grazie sono l'ultima opera su cui ha lavorato il Foscolo. È rimasta incompiuta volutamente . Esiste un disegno generale molto chiaro, di cui ha sviluppato solo alcuni elementi. È tipico del Foscolo non procedere con ordine; sul bisogno di completezza prevaleva il bisogno di approfondimento. Foscolo non ha pubblicato nulla se non "Il velo delle Grazie".

Inizia a lavorarci tra 1812 e il 1813 a Firenze, continua il suo lavoro in Inghilterra

È stato indotto a scrivere l'opera da una statua delle tre grazie del Canova.

  1. Primo inno: racconta la nascita di Venere nel mare Ionio (Foscolo è nato a Zacinto: isola del mar Ionio  elemento autobiografico) quando il mondo è primitivo. La sua nascita diventa la forza della bellezza che ha educato gli uomini e li ha portati a comprendere la bellezza del mondo e a compiere/sviluppare le arti figurative.
  2. Secondo inno: è ambientato sui colli fiorentini a Bellesguardo (dove viveva Foscolo  elemento autobiografico) dove il Foscolo immagina che venga celebrato un rito in onore delle grazie da parte di tre donne (che sono state amanti del Foscolo  elemento autobiografico). Le tre donne rappresentano allegoricamente la musica, la poesia e la danza.
  3. Terzo inno: è collocato in un luogo mitico (elaborato dalla cultura greca) inaccessibile dagli uomini: l'isola di Atlandide. Questo rappresenta un mondo ideale di suprema armonia, lontano dai conflitti della storia. Qui si rifugiano le Grazie aggredite dall'Eros degli uomini (pulsioni primitive). Qui Pallade fa tessere da alcune divinità minori un velo che difende le Grazie dalle pressioni degli uomini e consenta loro di compiere la loro funzione civile. Su questo velo ci sono disegnate delle immagini, che rappresentano le tematiche fondamentali per il Foscolo. L'idea del velo l'avevamo trovato anche nei sepolcri al v. 175. Il velo rappresenta la necessità elaborata dalla cultura di inventare dei filtri che consentano alle pulsioni umane più primitive e violente di incanalarsi nella civiltà/cultura.
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