Questo sonetto fu scritto da Dante durante il suo periodo giovanile e fa parte della raccolta "Rime" composta successivamente alla "Vita Nova".
E' un'opera basata unicamente sull'amicizia con Guido Cavalcanti grandissimo amico del poeta e fondatore dello Stilnovismo con Guinizzelli . Dante richiama alla mente l'amico già dal vocativo " Guido" (v.1) con cui inizia nominando anche Lapo che sta per Lapo Gianni de Ricevuti , notaio e poeta stilnovista citato anche nel "De vulgari eloquentia" .
Possiamo notare un'antitesi tra le due quartine e le due terzine : nelle quartine il poeta esprime l'amicizia intellettuale che si era instaurata tra i tre poeti; al contrario delle terzine dove si aggiunge il sentimento amoroso infatti il " ragionar d'amore" è ciò che accomuna i poeti.
Quest'opera da un punto di vista generale descrive un sogno di vita cortese immaginato da Dante fuori dal tempo e dallo spazio dove si supera ogni limite imposto dalla vita reale.
Attorno a questo sogno si accentra un' atmosfera fiabesca e fantastica delineata da elementi che danno sensi di magico e di meraviglioso, canoni che provengono dai romanzi cavallereschi.
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Andrea Cortellessa introduce e comm... guarda il video »