Alessandro Alessandro Manzoni Vita p.2 Poetica e tematiche p.3 Rapporto Dio - storia p.5 Il paternalismo di Manzoni p.6 Rapporto tra arte, storiografia e storia p.6 Emerge il problema tra storia e arte p.7 Inni sacri p.7 La pentecoste p.8 Le tragedie manzoniane p.8 Il conte di Carmagnola p.10 Adelchi p.11 Storia e Religione p.11 Ermengarda e Adelchi: il rapporto con il Romanticismo p.12 I Promessi Sposi p.12 La storia della Colonna Infame p.15 Alessandro Manzoni Inizia a scrivere quando finisce il periodo rivoluzionario, e lo farà fino alla vecchiaia, quando vedrà l'Italia unita. Vive in Lombardia, in mezzo ai paesaggi fatti di laghi, monti, gli stessi che si ritrovano poi nei Promessi Sposi. Culturalmente è legato a Parigi; a Firenze ha degli amici, e vi soggiorna a periodi: è questo il luogo dove si è sviluppata la tradizione letteraria italiana, e può divenire una delle capitali, dal punto di vista letterario, dell'Italia. Parlava correntemente il francese, conosce un po' di tedesco, ma non parlava inglese, e la sua lingua di tutti i giorni è il milanese. Visse, prima dei vent'anni, nella campagna di Lecco, a Milano e nei collegi religiosi; nel 1803 soggiorna a Venezia. Non ebbe veri modelli familiari, ebbe grandi amicizie e si entusiasmò politicamente per certi fatti, ebbe molte storie amorose, non frequentò l'università ? la sua cultura è partecipe delle idee letterarie e delle correnti che si svilupparono a Milano in quel periodo. E' di stampo anticlericale, è dapprima d'idee neoclassiche, poi si converte al Romanticismo, e s'interessa fin da giovane alla storia (rivoluzione napoletana, Vincenzo Cuoco, esuli napoletani). Dopo la separazione di Giulia Beccaria dal padre, ella si reca a vivere a Parigi con Imbonati (grazie al quale le idee di Parini saranno trasmesse a Manzoni). Nel 1805, muore Carlo Imbonati, e Manzoni dedica a lui un carme dove è idealizzato come padre e maestro. A Parigi stringe amicizia con Fauriel, che è il promotore della rivoluzione romantica in Francia, e contribuisce a far conoscere l'opera di Manzoni all'estero. Grazie a quest'amicizia, Manzoni si avvicina agli studi storici, filologici e al Romanticismo. In politica gli ideologi (come Fauriel), sono liberali moderati: la cultura francese è importante per Manzoni, perché questa è ancora illuministica, razionalistica e liberale. Parigi ? influssi del giansenismo, che impone una morale rigida, austerità nei comportamenti, e in politica i giansenisti sono antitemporalistici e democratici, e questi influssi sono recuperati da Manzoni. Allo stesso tempo, per i giansenisti, l'uomo raggiunge la salvezza per mezzo della grazia divina (non tutti sono salvati), si crede nella predestinazione. C'è pessimismo per la salvezza di tutta l'umanità, c'è sfiducia nella positività della storia, perché percorsa da ingiustizie e dal male. Manzoni non aderisce a questi contenuti dogmatici, non accetta la predestinazione. Nel 1808 sposa Enrichetta Blondel, e tra il 1808 e il 1810 Manzoni Continua »