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Brevi considerazioni su opere letterarie di diverso tipo: La vita è bella, Se questo è un uomo, Il giardino dei Finzi-Contini e Il sentiero dei nidi di ragno (13 pagine formato pps)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da fubu92

Quante volte abbiamo sentito parlare di leggi razziali? Di innocenti vittime dell’olocausto e della seconda guerra mondiale? Quante volte abbiamo letto sui nostri libri di storia cifre sconcertanti che testimoniano l’elevato tasso di brutalità compiute in quel periodo? Nonostante ciò raramente ci soffermiamo a riflettere sul reale significato di quelle cifre, infatti dietro ciascun numero si nasconde una persona proprio come noi: con la sua vita, le sue emozioni e l’affetto dei propri cari. Chi fortunatamente non ha trovato la morte in guerra o in un campo di concentramento, ha vissuto senza dubbio in quel periodo un’ esperienza che ha cambiato in modo indelebile la sua vita, colpendolo nel profondo della sua umanità.

Come dice il titolo di questa presentazione a volte l’uomo è “sopraffatto dagli eventi” , ed è sopraffatto a tal punto da venir considerato come una bestia, come un oggetto e persino come un numero. Scompare così del tutto il suo “essere” umano e diviene un’qualcosa priva di “humanitas”, tanto cara ai nostri umanisti. Alcuni scrittori recenti e contemporanei hanno voluto riesumare, tramite i loro scritti, alcune piccole tracce di questa umanità perduta, descrivendo la condizione umana del tempo e mantenendo vivo il ricordo non di semplici numeri, bensì di persone. Non si può giudicare una persona dal suo nome, dal numero che ha cucito su una giacca, o dal suo modo di fare, in quanto tutte queste apparenze esteriori non sono altro che il risultato dei percorsi che hanno formato l’individuo.

Il susseguirsi di questi percorsi di vita determinano la personalità umana, ma non è stato così per tutti i deportati dei campi di concentramento che in poche ore si sono ritrovati nudi, infreddoliti e impauriti in enormi baracche di legno. In quella dura realtà la loro personalità infatti è stata annientata in un tempo brevissimo e per coloro che sono sopravvissuti al massacro è stato difficile crearsene una nuova. Le vittime dell’olocausto sono state circa 17 milioni, tra cui 6 milioni di ebrei. Invece si contano 55 milioni di morti nel conflitto armato della seconda guerra mondiale, tra cui 30917000 civili. A distanza di alcune decine di anni non si chiede un’introvesione totale che coinvolga l’individuo in tutti i momenti della sua vita, ma almeno un momento di riflessione quando ci troviamo davanti dei dati così scoraggianti. Continua »

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