Salvatore Quasimodo fu un poeta che visse nel XX secolo. Fra le sue poesie troviamo “uomo del mio tempo”, lirica con cui viene espresso un severo rimprovero all’uomo moderno. Egli crede infatti che il cuore degli esseri umani sia rimasto uguale a quello dell’uomo primitivo e accusa coloro che uccidono per non aver accettato nel cuore il vangelo di cristo e l’amore da lui predicato. L’autore, desolato, si rifugia nel pianto e nella rassegnazione, ma, infine invoca i posteri a ricominciare e cancellare le morti provocate dai padri. Alla fine di ogni guerra, riflettendo sugli orrori accaduti, si ci ripromette che si farà di tutto per evitare che succedano fatti simili a quelli vissuti, ma, dopo brevi periodi, tutto cade nel dimenticatoio. Istinti irrazionali e animaleschi costringono l’uomo a sopraffare con la violenza i più deboli e le guerre tornano a distruggere intere città, a uccidere decine e decine di persone, a squarciare il cuore di molte famiglia, a mettere a repentaglio l’economia di uno o più paesi. Tutto ciò però non conta quando ad avere la meglio sull’uomo è il dio denaro e la volontà di “dominare il mondo”, di essere sempre + potenti! Continua »