Marta Puricelli su
Fëdor Dostoevskij,
Il Sosia
Come segnalato dalla copertina stessa, Il Sosia è inserito propriamente nella sezione dei classici moderni, ovvero una serie di racconti scritti in epoche passate (per Il Sosia si parla di 1846) ma con temi e circostanze che ricalcano pienamente anche situazioni attuali.
Il tema principale, ovvero la doppia personalità del protagonista Goljadkin, diviso in ciò che lui è, ovvero timido e impacciato, e ciò che invece vorrebbe essere, cioè scaltro e ambizioso, può essere riferito anche alla società attuale (come probabilmente a ogni società passata) e a ogni individuo stesso.
La situazione di Goljadkin è portata all'esasperazione: viene a crearsi un nuovo individuo, uguale per ogni aspetto fisico al cosiddetto "Goljadkin numero uno", ma opposto nel comportamento e nelle attitudini e per di più nemico e ostacolo del protagonista. Questa proiezione mentale lo porta a distruggere il proprio mondo reale: Goljadkin perde la reputazione di bravo cittadino, seppur sempre stato piuttosto particolare, venendo invece considerato inaffidabile, pericoloso e bugiardo. Perde il posto di lavoro, ogni contatto con la buona società e persino il domestico Petruska.
Il racconto è composto per la maggior parte da dialoghi e dai pensieri di Goljadkin, il quale si sforza di trovare una soluzione al problema del suo doppio, ma conclude sempre con l'arrendersi e sperare che la situazione vada per il meglio o si sistemi senza nessun particolare stratagemma. Il Protagonista si sforza di prevedere gli avvenimenti, di valutare ogni opzione dei suoi piani quasi mai messi in pratica nel modo corretto e sembra che passi gran parte del racconto ad arrovellarsi invece di agire.
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