La storia inizia a Marsiglia . Qui Encolpio , personaggio narrante, viene incolpato di essere la causa della pestilenza che sta affliggendo la popolazione e, scelto come capro espiatorio, viene allontanato dalla città.
Comincia così il suo lungo vagabondare, apparentemente casuale, che porterà il giovane in varie località dell'Italia Meridionale. La destinazione finale di Encolpio sarà probabilmente l'Egitto, in quanto considerato culla del sapere e sede di ogni rinascita spirituale.
Già dalle prime battute, inizia a delinearsi una sorta di parallelismo fra il Satyricon e l' Odissea : come nel poema omerico Odisseo viene perseguitato da Poseidone, infatti, nel romanzo di Petronio Encolpio è perseguitato da Priàpo, dio greco della fertilità (molto legato alla sfera sessuale, dunque), protettore di greggi e giardini, e nemico dei ladri.
Le ragioni che spingono Priàpo ad accanirsi contro Encolpio non sono chiare; secondo le ipotesi, ciò è probabilmente dovuto al fatto che Encolpio, per poter sopravvivere, è spesso costretto a rubare.
Priàpo colpisce spesso Encolpio nella sfera sessuale, coinvolgendolo in affari più o meno piacevoli:
talvolta egli si ritrova coinvolto da donne estremamente possessive che lo sottopongono a rituali erotici, altre viene invece reso impotente, altre ancora viene fatto cadere nelle mani di orride megere che lo seviziano con rituali magici per fargli riacquistare vigore.
Encolpio è poi innamorato di un bellissimo giovane, Gitone, incline tuttavia all'infedeltà , tanto che lo tradisce spesso con un terzo uomo, Ascilto. Nel proseguo del racconto, quest'ultimo verrà poi sostituito da Eumolpo, un poeta più anziano.
Tutti i personaggi sopraelencati sono dei compagni d'avventura, che si cacciano costantemente nei guai, salvo poi salvarsi in extremis.
Continua »