LA DEDICA DEL LIBER- CARMEN 1
Cui dono lepidum novum libellum
arida modo pumice expolitum?
Corneli, tibi: namque tu solebas
meas esse aliquid putare nugas
iam tum, cum ausus es unus Italorum
omne aevum tribus explicare cartis
doctis, Iuppiter, et laboriosis.
quare habe tibi quidquid hoc libelli
qualecumque; quod, o patrona virgo,
plus uno maneat perenne saeclo.
ANALISI
Carmen di dedica del libretto: per la prima volta fa parte del liber. si apre con un'interrogativa: il fatto che utilizzi il verbo "dono" all'indicativo ci fa capire che è una domanda retorica.
Lepidum : fa riferimento al lepos, la grazia, qualcosa che va oltre la semplice forma esteriore. La grazia percorre tutta l'opera di Catullo.
Novum : non solo che il libretto è inedito, ma anche una novità nel panorama della poesia latina.
Libellum : diminutivo, elemento significativo della poetica catulliana. È un diminutivo proprio e affettivo.
Aggettivi in asindeto + omoteleuto (ripreso in expolitum ).
Secondo verso che richiama una dimensione realistica.
Pumice : lo usa al femminile.
Riferimento prezioso all'azione dello scrivere.
Expolitum : la limatura del materiale scrittorio allude al labor .
Limae : levigatura alessandrina.
Corneli: destinatario, in vocativo; è Cornelio Nepote. Il dedicatario è sottolineato dal poliptoto tibi-tu .
Solebas : testimonia un rapporto di lunga data.
Nel verso 4 vi è un iperbato a cornice.
Nugas: "cosucce", leggerezza apparente con cui i neoteroi si dedicano alla propria opera. È scelta di volersi allontanare dalla poesia importante e seria.
Accumulo delle preposizioni temporali, che rallentano il ritmo e ci riportano al rapporto di vecchia data dei due, al verso 5.
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