"Da principio Giove fiammeggiante ruota nell'etereo fuoco e con la sua luce tutto il mondo illumina e pervade con la sua mente divina il cielo e la terra, con la sua mente che, chiusa e nascosta nelle eterne cavità dell'etere, domina gl'intimi sensi e la vita degli uomini. E se tu volessi conoscere i movimenti e le orbite delle rotanti stelle, quali astri si trovino nelle figure delle costellazioni, quelli che a parole e con un falso termine greco si dice che errano, ma in realtà si muovono dentro una determinata orbita, tu vedrai che tutte le cose sono state ordinate da una mente divina. Ché, per la prima volta sotto il tuo consolato, allorché sulle alture del monte Albano coperte di neve compisti i riti lustrali e con abbondante latte sacrificasti durante le Ferie Latine, anche tu vedesti il movimento di astri volanti e funeste congiunzioni di stelle dai vivi bagliori e comete dal tremulo chiarore di fuoco. E allora pensasti a molti sconvolgimenti e a notturne stragi, poiché le Ferie Latine erano quasi cadute in quel tempo nefasto, quando la luna, offuscando la sua luce, aveva nascosto il suo splendente volto, e d'un tratto s'era eclissata nella notte trapunta di stelle. Che dire della face di Febo nunzia di funesta guerra, che ruotava volando a guisa d'immensa colonna fiammeggiante, mentre si dirigeva verso il punto del tramonto dove precipita il cielo O quando dei cittadini colpiti dal terribile fulmine, pur a cielo sereno, lasciarono la luce della vita O quando la terra tremò pregna di vapori Già invero l'apparizione di diversi paurosi spettri faceva presagire guerra e rivoluzione e i vati molti oracoli su tutta la terra emettevano dal petto invasato, che minacciavano tristi eventi. E quei fatti che, da antico tempo fissati, dopo lungo volgere di anni finalmente accaddero, questi annunciava al cielo e alla terra che sarebbero avvenuti, ripetendolo con segni frequenti e chiari, lo stesso padre degli dei. Ora tutti questi avvenimenti che una volta sotto il consolato di Torquato e Cotta aveva preannunziato il lidio aruspice della gente etrusca, tutti insieme, immutabili, manda a termine l'anno del tuo consolato. Infatti lo stesso altitonante padre appostandosi sull'Olimpo stellato fulminò i colli una volta suoi e i templi, e gittò il fuoco sulla sede del Campidoglio. Allora l'antica e veneranda statua di bronzo di Natta cadde a terra, e furono cancellate le leggi dall'antica autorità e l'ardente fulmine distrusse i simulacri degli dèi. Qui era la selvaggia nutrice della gente Romana, (la lupa) Marzia, che i piccoli nati dalla stirpe di Marte con le sue gonfie mammelle irrorava di rugiada vitale. Ed essa allora cadde infranta coi piccoli sotto il colpo del fiammeggiante fulmine, e divelta lasciò i resti dei suoi piedi". Continua »