Lucrezio, analisi dell'Inno a Venere: Approfondita analisi del proemio del De rerum natura di Lucrezio (4 pagine formato doc)

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Lucrezio, nel scrivere il “de rerum natura”, si era posto l’obbiettivo di liberare gli uomini dagli affanni e dai problemi esistenziali attraverso la promozione della filosofia epicurea: essa trasmetteva un messaggio liberatorio che esortava gli uomini ad eliminare le paure irrazionali, la superstizione, che Lucrezio identifica con la religio, e le passioni che provocano dolore e desiderio, impedendo quindi agli uomini il raggiungimento dell’atarassia, dell’imperturbabilità.

INNO A VENERE, L'AMORE CHE MUOVE LA NATURA >>

La felicità, il piacere, infatti era secondo epicureo lo scopo della vita umana e la identificava con l’assenza di dolore fisico e spirituale. Inoltre la filosofia proposta da Epicureo negava l’interazione degli dei con la vita umana in quanto sono confinati nell’intermundio e dava un ruolo di grande importanza alla razionalità, alla ragione. Quindi l’ “inno a venere”che fa da proemio all’opera, e il finale del libro che descrive la catastrofica peste che colpì Atene nel 430 a.C. possono apparire contrastanti con il contenuto del “de rerum natura”.

LUCREZIO >>

Infatti potrebbe essere disorientante l’invocazione di una divinità, quando Epicuro insegnava di non curarsi degli dei, e la descrizione della peste che è un chiaro esempio di reazioni irrazionali e della paura della morte che sempre Epicuro giudicava insensata. Ad una più attenta analisi, però, si può capire come Lucrezio abbia consapevolmente inserito ad arte questi due episodi nel poema.


LUCREZIO E IL DE RERUM NATURA >>

L’ “INNO A VENERE”
Il poema si apre con un inno a Venere, la divinità simbolo della sensualità, del piacere e della bellezza. Così Lucrezio si pone in contrasto con la dottrina epicurea, che negava l’intervento da parte delle divinità sulle questioni umane, e con il resto del poema, che ha come obiettivo l’abbattimento delle superstizioni originate dalla religio. Continua »

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