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Vita, corpus tibullianum, passi scelti e commentati. ( 11 pag - formato word) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da sauzer

TIBULLO TIBULLO -BIOGRAFIA Scarse sono le fonti da cui è possibile desumere notizie sulla vita di Albio Tibullo, poeta elegiaco latino di età augustea. Il frammento sotto riportato, estratto da una Vita anonima (tradizionalmente attribuita a Svetonio come passo del suo De Poetis), ci fornisce una verosimile collocazione cronologica del poeta: Tu quoque Virgilio comitem, non aequa, Tibulle, mors iuvenem campos misit ad Elysios, ne foret aut elegis molles qui fleret amores aut caneret forti regia bella pede Dai versi si deduce che la morte del poeta elegiaco dovette essere di poco posteriore a quella di Virgilio, dunque collocabile intorno al 18-19 a.C.: per quanto riguarda la sua nascita, la si può estrarre dal iuvenis quale presentato dall'anonimo, che la fa quindi porre tra il 50 e il 55 a.C. Ma le fonti più cospicue sono costituite da un epistola e un ode di Orazio e naturalmente la sua stessa opera. Di prenome ignoto, Tibullo fu oriundo della vetusta e già allora decaduta città di Gabii nel Lazio: eques R. e Gabiis, recita in altri passi la sopraccitata biografia, secondo alcuni non attendibile data la vera provenienza del poeta, a loro detta originario di Pedum (l'odierna Gallicano, fra Tivoli, Tusculo e Roma). Lo stesso anonimo informa che Tibullo era insignis forma cultuque corporis observabilis, in linea con simili considerazioni di Orazio che lo dice in agiata condizione e favorito dalla natura, raffigurandolo giovane e bello. La famiglia d'origine era di rango equestre e di partito repubblicano, doviziosa e possidente che dovette però incorrere nel tracollo finanziario, verisimilmente in seguito alle confische di Ottaviano dopo la battaglia di Filippi del 42 a.C.. Il poeta amava spesso ritirarsi in riposo e meditazione nel luogo natio, lontano dai quotidiani tormenti (come ci apprende ancora Orazio in un biglietto del libro I delle Epistole, indirizzatogli per esortarlo alla saggezza e alla tranquillità epicurea), per dare voce alla sua indole e intimità, così da essere considerato “il poeta dei campi e dell'amore”. Dopo la prematura scomparsa del padre (nelle elegie il poeta si dice già dalla giovane età amministratore del patrimonio familiare), si trasferì a Roma, dove si legò in amicizia con uno dei rappresentanti di maggior rilievo della parte repubblicana, Messalla Corvino, il cui nome risuona frequentemente nell'opera sua. L'appartenenza di Tibullo al circolo di letterati facente capo all'esponente repubblicano, che si distinse da quello di Mecenate per la posizione di prudente riserbo nei confronti della politica augustea, fu dovuta alla tradizione familiare ancorché all'inclinazione personale, anche se la sua posizione internamente ad esso, che non doveva essere quella di un beneficato per via della sua estrazione sociale, lascia presumere un sincero legame d'amicizia tra i due. Tanto più che Tibullo prese parte attiva alle spedizioni illiriche condotte da Messalla nel 35-33 a.C. e alla battaglia di Azio ma, se non g Continua »

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