Fedro: Appunti approfonditi su Fedro (4 pagine formato txt)

VOTO: 8 Appunto inviato da manuelscribano

Dalla sua stessa opera apprendiamo che Fedro, era di origine tracia, giunto a Roma come schiavo probabilmente in età giovane e poi affrancato e divenuto liberto di Augusto. Assegnato probabilmente a mansioni amministrative o all’insegnamento, si dedicò durante l’impero di Tiberio alla scrittura di favole esopiche in versi, a causa delle quali cadde in disgrazia presso il potente ministro Seiano, che gli intentò un falso processo dal quale non riuscì a riabilitarsi del tutto nemmeno dopo la caduta di questo nel 31 d.C. Dovette dunque cercare la protezione di ricchi liberi, ai quali sono dedicati gli ultimi tre libri delle favole. Sotto il nome di Fedro ci sono stati tramandati cinque libri, con un totale di 93 fabulae in senari giambici. La dimensione ridotta dei libri II e V rispetto agli altri libri, induce a pensare che una parte di essa sia andata perduta. Tuttavia, in un manoscritto dell’umanista Niccolò Perotti, che attingeva a fonti per noi perdute, ci sono giunte una trentina di altre favole, che compaiono in appendice alle edizioni come Appendix Perottina.
Fedro è il fondatore della favola latina. Prima di lui, le favole, trovavano spazio all’interno di una digressione in un genere che aveva suoi caratteri e requisiti. Solo con Fedro la favola acquista una dimensione autonoma e una specifica forma poetica. Ma l’iniziativa di comporre un’organica raccolta di favole poetiche appartiene soltanto a Fedro, che con ciò ha recuperato alla letteratura latina un genere nuovo da contrapporre alla Grecia.
Ma l’originalità fedriana si riscontra anche al livello dei contenuti, nel momento in cui la favola denuncia il disagio e le amarezze di chi è costretto a vivere in una condizione subalterna in una società dominata dai prepotenti e dalla legge del più forte.
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