L'Ellenismo: irradiamento culturale
Il termine "ellenismo" fu coniato per la prima volta nell'Ottocento dallo storico tedesco Johann Gustav Droysen, per indicare il periodo storico in cui la cultura greca cominciò a espandersi oltre i suoi confini, su tutto il bacino del Mediterraneo.
Droysen fissò dei limiti cronologici che vanno dal 323 a.C., risalente all'anno della morte di Alessandro Magno nonché di Aristotele(322 a.c.), data di inizio dei regni ellenistici, e il 31 a.C., anno della battaglia di Azio, dalla quale Ottaviano uscì vincitore contro Antonio, ex triumviro alleato con Cleopatra e con la quale cadde l'ultimo regno ellenistico, l'Egitto. Secondo Droysen la matrice di fondo dell'ellenismo è l'integrarsi della cultura greca con quella orientale, intesa tuttavia non tanto come un mescolarsi di culture diverse, ma soprattutto come diffusione della civiltà greca ben oltre i confini della Grecia e delle sue colonie, in particolare nelle aree orientali.
Con Filippo II di Macedonia, ricordato per la famosa falange Macedone, ebbe inizio il processo di ellenizzazione che si sarebbe sviluppato in Grecia negli anni successivi alle sue prime conquiste. Attuò una strategia politica e militare all'avanguardia, che gli permise di conquistare pian piano la Grecia. Filippo fu un sovrano moderato, si assicurò il controllo di alcune zone strategiche e convocò a Corinto i rappresentanti di tutte le città greche per costituire un'alleanza, La lega di Corinto, affinché in tutta la Grecia regnasse la pace, sotto l'egida della Macedonia.
Secondo la sua politica ad ogni πόλις sarebbe stata riconosciuta autonomia decisionale e Filippo avrebbe ottenuto solo il comando di alcune spedizioni militari; in realtà la costituzione della lega celava l'intento di Filippo di allargare i confini del suo regno.
Alla sua morte gli succedette il figlio Alessandro, che iniziò una strepitosa campagna di conquista che lo portò, nel giro di pochi anni, a costituire un impero immenso, che comprendeva, oltre la penisola greca, l'Egitto, la fascia mediorientale della Palestina e della Fenicia, l'Asia minore, la Tracia e tutto il vastissimo impero persiano che andava dall'Armenia fino ai confini con l'India. Il suo obiettivo era quello di istituire una monarchia universale, composta da un regno vastissimo che andava dalla Grecia all'Indo. Il suo sogno era creare una monarchia universale; ovunque arruolava eserciti, stabiliva colonie e fondava città. Era ormai definito il padrone dell'impero più vasto della storia.
Alla morte di Alessandro, avvenuta nel 323 a. C., si aprì l'età dei diadochi (Διάδοχοι = successori), caratterizzata da scontri per la successione e da numerose alleanze. Dopo questi scontri infatti avvenne la definitiva scissione e la conseguente formazione delle grandi monarchie ellenistiche:
il Regno d'Egitto, governato dalla dinastia dei Tolomei; il Regno di Siria governato dalla dinastia dei Seleucidi; il Regno di Macedonia governato dalla dinastia degli Antigonidi.
E di due regni minori: Pergamo governato dalla stirpe degli Attalidi e la Repubblica di Rodi;
I vari regni ellenistici furono caratterizzati dalla presenza di monarchie assolute; si trattava di Stati in cui il sovrano godeva di un potere illimitato e viveva circondato dal lusso.
E' il tramonto della πόλις: al cittadino libero (πολίτης) e partecipe alla vita politica dello Stato si sostituiva il suddito, sottoposto in tutto e per tutto all'autorità monarchica.
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