Italo Calvino 'Nota 1960' integrata con gli appunti delle lezioni di Mario Barenghi

Appunto inviato da brambillagiulia Voto 8

Riassunto della "Nota 1960" al volume "I nostri antenati" (13 pagine formato doc)

Nel 1960 Calvino raccoglie in un unico volume dal titolo “I nostri antenati” i tre racconti araldici (= relativi agli stemmi e ai titoli nobiliari) “Il visconte dimezzato” (1951), “Il barone rampante” (1956-1957) e “Il cavaliere inesistente” (1959) e scrive una nota introduttiva all’intera trilogia.
Queste tre storie hanno in comune il fatto di essere inverosimili, di svolgersi in epoche lontane e in paesi immaginari.
Esse costituiscono un ciclo compiuto, perché l’autore afferma di non voler aggiungerne altre.
Calvino prima di questi racconti, ne aveva scritti altri “neorealistici”, cioè aveva raccontato storie non successe a lui ma ad altri o che pensava potessero accadere a gente del “popolo”: i suoi personaggi erano sempre un po’ irregolari e curiosi ed era possibile raccontarli attraverso le parole che dicevano e i gesti che compivano, senza soffermarsi sui loro pensieri e sentimenti.
Calvino preferisce ambientare le sue storie all’aria aperta o in posti pubblici dove gli incontri avvengono casualmente.
Non gli interessano invece la psicologia, l’interiorità, la famiglia e la società.
Aveva iniziato infatti raccontando storie di partigiani, storie avventurose piene di suspense.
Nel 1946 aveva scritto “Il sentiero dei nidi di ragno”, un breve romanzo neorealistico.
La situazione era però in seguito cambiata: la vita sbandata del periodo partigiano e del dopoguerra si allontanava, non si incontravano più tipi strani dalle storie eccezionali. La realtà entrava nei binari della normalità e lo stesso Calvino diventa parte del “personale intellettuale” delle grandi città.