Sigmund Freud "Il perturbante"

Appunto inviato da brambillagiulia Voto 8

Riassunto de "Il perturbante" tratto dal vol. IX di Opere 1917-1923 (11 pagine formato doc)

Il “perturbante” appartiene alla sfera dello spaventoso, di ciò che genera angoscia e orrore.
Questo termine però non sempre è usato in senso nettamente definibile. Così succede che spesso esso indica ciò che è genericamente angoscioso.
Freud si chiede quale sia il nucleo che permette di distinguere in ciò che è angoscioso un che di perturbante.
La risposta non si trova nelle esposizioni dell’estetica, che preferisce occuparsi del bello e del sublime.
Nell’ambito medico-psicologico c’è un saggio di Ernst Jentsch (“Sulla psicologia del perturbante” 1906). Egli afferma che la sensibilità verso la particolare qualità del sentire che è il perturbante, è sollecitata in maniera diversissima da individuo a individuo.
Freud dice di voler trovare dei casi in cui il carattere del “perturbante” sia riconosciuto dalla maggioranza delle persone in modo inequivocabile.
Per fare ciò è possibile:
1)    esplorare dal punto di vista linguistico il significato del termine “perturbante”;
2)    analizzare situazioni, esperienze e impressioni che provocano il senso del “perturbante” per poi dedurne ciò che accomuna questi casi e quindi definire il carattere nascosto del “perturbante”.
Entrambe le strade portano allo stesso risultato:
il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, che ci è familiare.
E’ allora interessante indagare sulle circostanze in grado di trasformare ciò che è consueto e familiare, in qualcosa di perturbante e spaventoso.
Nel saggio, Freud inizia con l’analisi linguistica del termine “perturbante”.
La parola tedesca unheimlich (perturbante) è l’antitesi di heimlich (da heim = casa; quindi confortevole, tranquillo)e del termine heimisch (patrio/nativo).