Aminta
L'Aminta è una favola pastorale,in cinque atti e in versi polimetri (settenari e endecasillabi), condotta con la più rigida unità di tempo e di luogo;fu rappresentata davanti alla corte estense,nell'amena isoletta del Belvedere sul Po,nel 1573.
Coro dell'atto I
Parafrasi del testo
O come è bella l'età dell'oro,
non tanto perché nei corsi dei fiumi scorreva il latte
o dagli alberi trasudasse il miele
e non perché i loro frutti,venivano raccolti,
senza l'uso della agricoltura
e i serpenti strisciavano senza aggressività o privi di veleno
non perché il foschìo delle nuvole coprisse il sole
e la primavera era eterna
mentre ora si alterna fra la calura estiva e il gelo invernale
così il cielo sempre sereno sembrava che ridesse della luce primaverile
né, perché il pellegrino dalle navi portava in lidi lontani guerra o mercanzie
ma solo per quel puro nome convenzionale,divinità
presa come modello d'errore e d'inganno
quello che in seguito dal popolo ignorante
fu chiamato Onore
che l'umanità lo rese tiranno
e non si preoccupava nel suo interesse
delle fusioni amorose di quelle anime abituate,
alla legge aurea e felice che natura impose:
"Se piace è lecito".
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