Sibilla Aleramo rappresenta una delle figure più importanti del panorama letterario italiano dei primi anni del Novecento. Fu una delle prime romanziere femministe in Italia a scrivere della prima parte della sua vita per denunciare la condizione misera in cui le donne vivevano, sperando che queste comincino a lottare per ottenere una certa libertà dai soprusi degli uomini.
Vita
Pseudonimo di Rina Faccio, nacque ad Alessandria nel 1876 da una famiglia benestante: fino a 12 anni visse a Milano per poi trasferirsi nelle Marche, a Porto Civitanova, dove il padre diventò dirigente di fabbrica. Questi anni resteranno nella vita di Sibilla Aleramo come uno spartiacque, infatti dopo poco il trasferimento, nel 1891 subì la violenza da un impiegato della fabbrica del padre. Rimasta incinta, perse poi il bambino, ma la famiglia le impose ugualmente un matrimonio riparatore. Nonostante le promesse, Sibilla credette di poter essere felice con la nascita del figlio Walter, ma erano solo delle illusioni: infatti questa vita così vuota che la legava ad un uomo che non amava la portò ad un tentativo di suicidio. La sua cura contro questo male di vivere la trovò nell'attività letteraria, soprattutto a favore del movimento femminista, costruendo anche delle sezioni e partecipando a manifestazioni per il diritto al voto e per la lotta alla prostituzione. Infatti Aleramo credeva che lo scopo del movimento femminista non era raggiungere la parità dei diritti tra uomini e donne, ma era quello di raggiungere la libertà nell'amare, nel vivere e nel morire come una donna.
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Dal Congresso di vienna al 1900. il... guarda il video »