Quella della donna fatale, perversa distruttrice di uomini, è una figura che va affermandosi tra la seconda metà del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo. La paura generale nei confronti della figura femminea ha alle sue radici l’indebolimento dell’identità maschile, a sua volta riconducibile alle radicali trasformazioni indotte dalla nuova realtà capitalista e di stampo industriale: l’individuo si vede privato della sua stessa identità, diventando una minima rotella insignificante nel neo – meccanismo moderno. L’uomo in crisi di identità vede soprattutto nella donna il banco di prova della sua stessa debolezza, intesa anche come vera e propria forma di inadeguatezza a vivere. Il modello della nuova donna fatale è tratto con particolare interesse dai letterati scapigliati e decadenti; nelle loro pagine oltre a questa nuova immagine, prende vita la figura dell’inetto, vale a dire dell’uomo debole e perplesso che ha perso la sua forza e la sua sicurezza ed è profondamente lacerato... Continua »