D'annunzio: Vita, Pensiero, Poetica, Opere - Appunti di Letteratura Italiana gratis Studenti.it
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D'Annunzio: vita, pensiero, poetica, opere:  Gabriele D’Annunzio ha sempre cercato di fare della sua vita un’opera d’arte. La sua è un’esistenza costruita artificialmente per realizzare l’ideale del “vivere inimitabile”: la vita di D'Annunzio e le sue opere divise per fasi (5 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da thebitterend

UGO FOSCOLO GABRIELE D'ANNUNZIO (1863-1938) I FASE: L'ESTETA (1863-1890) VITA Gabriele D'Annunzio ha sempre cercato di fare della sua vita un'opera d'arte. La sua è un'esistenza costruita artificialmente per realizzare l'ideale del “vivere inimitabile”. Come direbbe Cicerone di se stesso, D'Annunzio è un vero e proprio “natus ad agendum aliquid dignum viro”, ovvero uno che è nato per compiere qualcosa che fosse degno di un grand'uomo. D'Annunzio nasce nel 1863 a Pescara da un'agiata famiglia borghese. Frequenta il liceo più rinomato di Prato e a 16 anni, prima di finirlo, pubblica Primo vere, la sua prima raccolta di poesie, che desta intorno a lui fama e scalpore. Finito il liceo si trasferisce a Roma, dove frequenta i salotti mondani e le redazioni di importanti giornali. Comincia così a diventare famoso per i suoi articoli, oltre che per i racconti e le novelle, di contenuto anche erotico e scandaloso. In questo periodo inizia la costruzione della maschera dell'esteta: la vita del poeta deve diventare a tutti i costi un'opera d'arte. PENSIERO E POETICA E' questo il periodo dell'estetismo, nel quale quindi l'artista (D'Annunzio) si sottrae alle regole della morale comune ed è teso alla ricerca del bello puro. Rifiuta quindi il consumismo, il perbenismo e la morale borghese, e vive per un'arte che è già decadente, in cui si ricorre all'artificio formale per raggiungere la bellezza. D'Annunzio non è però come gli altri esteti, infatti non si rassegna all'emarginazione sociale ma si costruisce la cosiddetta maschera dell'esteta, che d'altra parte non è altro che un modo per farsi pubblicità, e scrive opere che attirano per cercare di essere al centro dell'attenzione, e in tal modo di vendere e guadagnare di più. L'esteta non ha però la forza di opporsi realmente alla borghesia. Il culto della bellezza si trasforma in menzogna e si arriva così alla crisi dell'estetismo. Infatti la maschera dell'esteta non lo porta più a nulla di buono ed egli capirà presto essere molto fragile, come si intravede ad esempio ne Il piacere. Ne Il piacere - romanzo che risente di realismo, verismo e della tradizione del romanzo psicologico - protagonista del racconto è Andrea Sperelli, figlio di una famiglia di artisti, che vuole vivere (solamente) d'arte ma che, in realtà, è un uomo senza forza di volontà, ovvero che non si pone obiettivi e regole. Al contrario egli rifiuta le regole morali del viver comune e conduce una vita “sfrenata”, piena di donne e divertimenti. La prima donna è Elena, che però lo rifiuta. Poi viene Maria, nella quale cerca consolazione e riscatto. Maria però lo lascia perché lui continua a volere comunque Elena. Andrea alla fine arriva così al suicidio, che si configura come un modo attraverso il quale D'Annunzio distrugge una maschera dell'esteta diventata oramai debole. Con questo romanzo D'Annunzio vuole mettere in evidenza la debolezza della persona che non riesce a realizzare i suoi obiettivi. Il piacer Continua »

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