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I caratteri del periodo, Gli intellettuali, i giornali e le accademie, Crisi della coscienza e formazione dell’immaginario, il pubblico, dal trattato al saggio... (7 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da 1987nerino

Untitled I caratteri del periodo Il periodo ha inizio alla fine del XVII secolo e si prolunga per tutta la prima metà del XVIII secolo. In questo periodo si ha una ripresa economica e demografica dopo la grande crisi del Seicento. Da un lato vi era la fine sia della supremazia culturale e organizzativa della chiesa sia del gusto e delle poetiche del Barocco; dall'altra vi è l'anticipazione degli aspetti economici e culturali che diverranno dominanti nella seconda metà del Settecento, caratterizzata dallo sviluppo industriale e dall'Illuminismo, dalle riforme politiche e dalle grandi rivoluzioni (quella americana e quella francese). Inizia a propagarsi nel mondo intellettuale europeo un moto di ribellione contro l'oscurantismo della Chiesa e l'assolutismo degli Stati (spesso alleati tra loro); già circola la parola “illuminazione” da contrapporre agli atteggiamenti irrazionali del tempo. Questi atteggiamenti rinviano ad un razionalismo critico e ad un razionalismo rivolto, invece, a restaurare un gusto idillico, il senso d'armonia e di comfort nobiliare. Tutto questo si nota nel movimento letterario qui dà vita l'accademia dell'Arcadia in Italia nel 1690. essa nacque in funzione antibarocca e antimarinista per restaurare il buon gusto e per proporre una riforma della poesia ispirata a criteri di semplicità e di chiarezza. Si risolse di fatto un classicismo minore e ornamentale e in un'arte d'intrattenimento e di evasione, in cui la finzione bucolica autorizzata un atteggiamento di separatezza dei letterati e la loro estraneità ai problemi reali. Nondimeno essa assolse ad un compito storico di unificazione dei letterati italiani in nome dei comuni valori letterari nazionali. All'interno dell'Arcadia ci furono due figure contrapposte: quella di Gravina, razionalista critico, seguace di Cartesio e di Gassendi, e quella di Crescimbeni, che invece rappresenta la politica culturale della curia pontificia, volta a indirizzare gli atteggiamenti antibarocchi in senso moderato o conservatore. Gli intellettuali, i giornali e le accademie In Italia, l'accademia dell'Arcadia riuniva quasi tutti i letterati italiani, la maggior parte nobili ed ecclesiastici. Quanto ai borghesi, essi appaiono ancora legati alla nobiltà e dipendenti da questa. Fra gli eccelsiastici nasce una figura nuova, quella dell'abate, con funzione intellettuale. Sono persone di ordini minori, che vestono l'abito ecclesiatico, e godono di un piccolo beneficio eccelsiastico senza avere cura di anime. In questo periodo appare la figura dell'erudito. Egli è spesso direttore di una biblioteca; è studioso di storia, appassionato filologo; ricercatore di documenti e autore di biografie; catalogatore di dati raccolti con scrupolo scientifico. Furono grandi eruditi Magliabechi, Muratori, Maffei, Tiraboschi. Essi dettero vita al fenomeno del giornalismo eudito: si tratta di riviste che si rivolgono ad un publico ancora ristretto di intellettuali per informarli sulle pubblicazioni italian Continua »

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