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Introduzione e note a "Il Contrasto" di Cielo D'Alcamo (3 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da whitevenus

INTRODUZIONE A "IL CONTRASTO" DI CIELO D'ALCAMO INTRODUZIONE A "IL CONTRASTO" DI CIELO D'ALCAMO Il Contrasto è un'opera di incerta attribuzione; nulla sappiamo dell'autore ed anche il suo nome è incerto Cielo o Ciullo, Dalcamo o Dal Camo o D'Alcamo, sono le versioni più comuni ma non trovano un riscontro preciso in un personaggio dell'epoca. Si pensa che l'autore facesse parte della Scuola Siciliana, ma secondo alcune versioni, esso ne è totalmente estraneo; forse era un giullare o uno studente, colto ed esperto dei moduli lirici, contemporanei e delle tecniche di composizione poetica della poesia provenzale. Sicuramente è stato scritto dopo il 1231 e ciò viene meglio compreso nel v.22. Il Contrasto, si colloca al polo opposto rispetto alla gravitas delle canzoni di Giacomo da Lentini, Guido delle Colonne e Stefano Protonotaro. Esso riprende l'andamento e le movenze della canzonetta e si rifà anche alla tradizione provenzale delle "pastorelle". Questo è una rappresentazione teatrale, un testo da recitare con gesti, azioni mimate, uso di oggetti e elementi scenici, seppur scarni ed allusivi; è un'opera giullaresca ritenuta per lungo tempo di origine popolare, ma negli ultimi studi hanno stabilito che il poeta non poteva che appartenere ad una classe sociale piuttosto elevata, sia per le conoscenze storiche e culturali che si evidenziano nel componimento sia per il tipo di linguaggio, a volte colto ed elevato con espressioni d'origine provenzale, rieccheggianti modelli espressivi tipicamente cortesi. Ciò nulla toglie al sapore popolaresco e al carattere parodico di questo componimento in cui si mima il linguaggio cortese con intento ironico. Nel De vulgari eloquentia, Dante ne coglie l'elemento dialettale siciliano. La giullarata si apre con una dichiarazione cortese dell'innamorato, alla quale madonna con un secco rifiuto. Le maniere cortesi convivono con una certa rusticità di un atteggiamento e di un linguaggio che possiamo definire popolari perché lontani dalla spiritualità veramente cortese, orientata più verso i beni dell'anima e della felicità, e quindi orientata al perseguimento di un ingentilimento degli animi che allontani gli uomini dalla barbarie delle lotte intestine. Coesistono quindi gentilezza e rusticità, cortesia e violenza, linguaggio popolare e linguaggio colto ed è una coesistenza che fa da fondamento alla vivacità e alla vivezza rappresentativa del Contrasto. NOTE AL CONTRASTO 1. ROSA= metafora della femminilità e dell'amore. La rosa è desiderata dalle donne cioè le donne desiderano essere adorne della bellezza femminile e coinvolte nell'amore.Rivolgendosi all'amata con il chiamarla rosa il poeta testimonia la doppia realizzazione di tale desiderio nella propria interlocutrice. TRAGEMI…BOLONTATE= è verso citato da Dante nel De vulgari eloquentia, come esempio di dialetto siciliano non illustre. 5. Questa strofa è importante con il suo richiamo alla legge della defensa, contenuta nel primo libro delle Costituzioni Melfi Continua »

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