Decameron: riassunto Giornata 3

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Riassunto e analisi di tutte le novelle della Giornata 3 del Decameron di Giovanni Boccaccio (10 pagine formato docx)

DECAMERON: RIASSUNTO GIORNATA 3

Il DecameronGiovanni Boccaccio (riassunto delle giornate III)
Giornata III.
Regina: Neifile.
Giorno: Domenica pomeriggio, dopo la pausa del venerdì e sabato, giorni dedicati alla preghiera e alla penitenza.
Tema: Chi ottiene o ritrova una cosa desiderata da tanto tempo. Si narra prevalentemente di uomini che ottengono l’amore o l’appagamento sessuale da donne grazie al loro ingegno.
La Giornata inizia con lo spostamento della brigata dalla villa al giardino di un bellissimo palagio, cui i ragazzi ne esaltano tanto l’architettura quanto le piante, gli animali innocui e selvaggi che lo popolano e la fonte. È qui che la brigata passerà le seguenti giornate, ad eccezione della VII, ambientata nella Valle delle donne.

Decameron: riassunto giornata 7

 

TERZA GIORNATA DECAMERON TEMA

Il tema è “chi alcuna cosa molto da lui disiderata con industria acquistasse o la perduta ricoverasse” dove industria rimanda alla perseveranza con cui si inseguono i propri obiettivi, ma anche alla prontezza nel reagire in casi difficili. L’industria è applicata esclusivamente all’ambito sessuale, com’è esplicitato da Dioneo. Del tutto maggioritarie appaiono le novelle incentrate sul triangolo extraconiugale, con l’eccezione della prima, della nona e dell’ultima novella che, pur restando nell’ambito d’amore, presentano un tono del tutto diverso. L’amore adulterino si suddivide in due serie:
1)    La polemica contro l’ingenuità o pochezza sociale del marito (3,4,8);
2)    L’ingegnosità o la perseveranza dell’amante (2,6,7).
La quinta contiene in sé i due elementi. Un altro modo per raggruppare i testi narrativi risiede nella messa in evidenza dell’ambientazione o del riferimento religioso.

Decameron: riassunto e struttura delle novelle

 

TERZA GIORNATA DECAMERON

Per quanto riguarda l’estrazione sociale, si nota che le novelle più comiche, o ambientate in un passato o in uno spazio assai remoto, consentono la rappresentazione del successo erotico di personaggi umili.
Con l’eccezione della seconda e della decima novella, che risultano esotiche in quanto alla collocazione temporale e spaziale, le altre novelle sono tutte ambientate in epoca più o meno contemporanea al tempo del racconto. La prossimità crono-topica è talvolta tale da consigliare alle narratrici l’anonimato dei protagonisti, contravvenendo così a una delle regole sottintese del novellare decameroniano.
È soprattutto a partire dalla seconda metà della giornata che le narratrici mostrano di collegarsi, in maniera più o meno esplicita, a ciò che è stato raccontato in precedenza. Si tratta di rinvii strutturali (Elissa che riprende l’uccellare della novella di Panfilo) o di elementi legati all’ambientazione (semmai per contrasto, come accade sia nella sesta sia nella settima novella).

Riassunto delle novelle del Decameron

 

DECAMERON TERZA GIORNATA PRIMA NOVELLA

Novella I.
Narratore: Filostrato.
Morale: L’appetito sessuale riguarda anche le monache e i contadini, il cui duro lavoro, per altro, non impedisce loro di usare opportunamente l’intelligenza.
Un monastero di Firenze era abitato da otto giovani monache, una badessa e un contadino che si prendeva cura del loro bellissimo giardino. Nuto, questo il nome del contadino, a causa del salario troppo basso e della malvagità con cui lo trattavano le giovani monache, decise di ritornare a Lamporecchio, il suo paese natale, dove si sfogò con un contadino giovane e di bell’aspetto, Masetto. A Masetto, udendo le parole di Nuto, venne voglia di stare tra quelle giovane monache, tuttavia temeva che a causa della sua giovinezza e dell’aspetto appariscente non fosse ricevuto, decise così di fingersi sordomuto. Come previsto, la badessa e il castaldo lo accolsero nel monastero e gli permisero di occupare il posto di Nuto, pensando che non potesse infastidire le giovani donne.
Un giorno, dopo il lavoro pesante, Masetto si stava riposando nel giardino quando due monache lo raggiunsero e iniziarono a parlare di come sarebbe stato cedere ai piaceri della carne. Una di loro propose di sperimentarlo con Masetto, perché esse lo credevano sciocco e soprattutto muto, e questo fu quello che fecero entrambe. A lungo andare, tutte e otto le monache iniziano ad approfittare dei “servigi” di Masetto.
Un giorno, mentre Masetto dormiva all’ombra sotto un mandorlo – perché le energie sprecate la notte erano troppe per poter fare anche il minimo lavoro il giorno – la badessa passeggiava nel giardino e il vento alzò le vesti del contadino, mostrando così le sue parti intime, fu così che anche la badessa – come le sue “monachelle” – iniziò a godere delle grazie del giovane contadino.
Masetto, oramai stanco di dover soddisfare tutte e nove le monache, chiede alla badessa di essere liberato e, allo stupore di lei nel sentire la sua voce, dice di essere guarito proprio in quel momento. Le monache, per salvare il buon nome del convento, diffondono la voce che Masetto sia guarito grazie alle loro preghiere e lo nominano castaldo, dato che quest’ultimo era recentemente deceduto, distribuendo equamente tutte e nove le prestazioni dell’uomo. È quando la badessa muore che Masetto, vecchio, ricco e padre, può finalmente ritirarsi.