Individua le cause del declino dell’autorevolezza e della funzione sociale del critico, suggerendo di riscoprire la perfetta integrazione tra il “proprium della forma linguistica di un testo ”e la storia della società.
Infatti nel momento in cui il critico si riappropria della sua natura di storico riacquista quel prestigio sociale di cui parlano Gramsci e Fortini.
1. Conoscenza storica e conoscenza specialistica
Moliterni affronta le problematiche relative allo statuto della critica letteraria e delle sue prospettive future nel giornale Alias, il supplemento culturale del Manifesto. Il pericolo della conoscenza specialistica risiede essenzialmente nel senso di emarginazione che può incontrare, nonché una vera e propria crisi di identità comunitaria.
La perdita della funzione del critico letterario inizia con la crisi dell’ondata semiotica e strutturalista, ovvero gli anni 80-90, così spinto da un pressante bisogno di risarcimento identitario resta impigliato in un esausto esercizio di verifica e collaudo scarsamente conoscitivo: nella forma della sua scrittura, nell’analisi reale della sua formazione.
La critica stenta a ridefinire il proprio oggetto di studio ma soprattutto continua a non interrogare la natura storica e politica della propria collocazione all’interno di una contestualità definita: i suoi rapporti con il potere editoriale e con quello universitario o il suo potere con la comunicazione.
Non si interroga sui rapporti con la domanda sociale di conoscenza e con le dinamiche di trasmissione del sapere, sulle condizioni materiali della sua posizione sociale dentro l’organizzazione della cultura.
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