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Carme 5 di Catullo: Analisi, traduzione e considerazioni sulle parole chiave del quinto carme del liber catulliano (2 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da kirby91

Carme di fondamentale importanza, il quinto, dimostra la novità delle idee dei poetai novi rispetto a quelle del mos maiorum . L'amore infatti è vissuto da Catullo come l'esperienza capitale della propria vita, capace di riempirla e di darle un senso, e diventa valore primario, il solo in grado di risarcire la fugacità della vita umana. Il testo contiene un invito alla donna amata a vivere questo amore, per afferrare i pochi istanti offerti all'esistenza umana prima che questa finisca.

I temi del carme sono principalmente due, opposti e complementari: la morte e la vita . A tutti i tradizionalisti, rappresentati qui dagli anziani più severi, i "senum severiorum", Catullo oppone la sua nuova filosofia della vita, che si riflette nell'esortazione a Lesbia a vivere intensamente e amare, ad abbandonarsi alla gioia di vivere. Particolare la costruzione del primo verso, che vede al centro il nome della donna amata, ed è chiuso e aperto dai due congiuntivi esortativi, che mettono sullo stesso piano la vita e l'amore, a sottolineare quanto per i neoteroi questo sentimento sia fondamentale, come la stessa esistenza.

L'invito festoso e vitalistico è seguito da una terza esortazione, "aestimemus ", con la quale Catullo invita Lesbia a non curarsi delle dicerie dei vecchi troppo severi, e stimarli un soldo, ma vivere quel sentimento che è molto più forte dei "rumores" di coloro che hanno da ridire sulla loro relazione. Il poeta sottolinea la disapprovazione l'eccesso di severità di quel mondo che non gli appartiene, mondo convinto che valore primario sia il mos maiorum e che l'amore sia semplicemente elemento fuorviante. Per Catullo rifiuta questo conformismo, con la concezione che la vera vita è solo quella vissuta con intensità insieme alla donna amata.

A questo attacco ai "senum severiorum" segue un altro tema: la fugacità del tempo, la stessa che "abstulit", ha strappato il fratello al poeta (CI), e che giorno dopo giorno annienta la bellezza e le cose terrene. Il sole può tramontare e risorgere, mentre l'uomo una volta tramontata la breve luce deve dormire una notte infinita. Mentre quindi la natura continuamente e perpetuamente si rinnova, la vita umana è breve e precaria, e per questo andrebbe vissuta al massimo nella follia della gioia amorosa, perché destinata a spegnersi presto in una "nox perpetua". Questa riflessione rende il tono del carme amaro e solenne, e fa da base all'invito che ne segue:

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