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Tacito tra storiografia e ideologia: Vita, Opere, Stile e lingua, Concezione e prassi storiografica, I principati di Tiberio e Nerone tra storiografia antica e moderna. (44 pagine formato doc)

VOTO: 8 Appunto inviato da

Tacito tra storiografia e ideologia Tacito tra storiografia e ideologia Vita. Il luogo e la data di nascita di Publio Cornelio Tacito sono tuttora incerti. Doveva essere di poco più vecchio di Plinio il Giovane (nato nel 61) [1] , poiché questi lo cita dicendo: “Quando ero ancora giovinetto e tu già fiorivi di fama e di gloria, io desideravo ardentemente seguirti”. Si pone, quindi, la sua nascita intorno al 55. Per quel che riguarda il luogo di nascita sono state formulate due ipotesi: la prima vede in Terni la città natale di Tacito, perché l'imperatore Tacito, che governò per poco più di un anno nel 275, proveniva da Terni e vantava tra i suoi antenati proprio l'omonimo storico. Secondo l'altra ipotesi Tacito sarebbe originario della Gallia. In questa regione, infatti, è presente in numerose iscrizioni il cognomen Tacitus (soprattutto nella Gallia Narbonese); altre testimonianze si trovano nel fatto che Plinio il Vecchio dice di aver conosciuto un Cornelius Tacitus, procuratore della Gallia Belgica, il quale sarebbe stato parente dello storico. Inoltre Tacito sposa la figlia di Giulio Agricola (originario di quelle regioni) e non nasconde la sua simpatia per i popoli d'oltralpe. In ogni caso, la questione resta ancora sub iudice. Tacito frequenta il normale iter scolastico e si distingue nell'eloquenza, attitudine fondamentale per un politico per partecipare alla vita pubblica. Nel 78 sposa la figlia d'Agricola e inizia la sua carriera politica: diviene questore (79), edile (80), pretore (88), legato in Germania o nella Gallia Belgica (dall'88 fino al 93, quando ritorna a Roma per la morte del suocero), ma il suo cursus honorum prosegue con la nomina a console (97) dopo gli anni della repressione domizianea. In seguito si dedica alla produzione letteraria, anche se per due anni, sotto Traiano, è proconsole in Asia (111-113). Muore a Roma nel 120. Opere. Dialogus de oratoribus (Composto negli anni 76-81 o posteriormente al 96): è un'opera che si distingue dalle altre per lo stile, in cui è evidente l'influenza ciceroniana. È comunque considerata un'opera giovanile. Si inserisce nel filone dei cosiddetti trattati de causis corruptae eloquentiae, trattando delle cause del corrompersi e del decadere dell'eloquenza rispetto all'epoca precedente. L'autore vede nel cambiamento dell'assetto politico il motivo principale: manca la libertà che nutriva i dibattiti. Agricola (Del 98): si tratta della prima delle due monografie tacitiane, dedicata all'opera del suocero; è in sostanza un elogio al “grande generale” vittorioso in Britannia, morto probabilmente per avvelenamento (secondo Tacito ad opera di Domiziano). Vengono inoltre inseriti elementi etnici e geografici intorno alla Britannia. De origine et situ Germanorum (Meglio conosciuta come Germania, del 98): monografia nella quale troviamo abbondanti e precise notizie sul territorio, sulle popolazioni e sugli usi di queste regioni. L'etnografia passa però in secondo piano, poic Continua »

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