EUGENIO MONTALE (1896-1981) EUGENIO MONTALE (1896-1981) VITA Montale è considerato il maggior poeta italiano del 900. La sua esperienza poetica copre gli anni fra il 1920 e il 1980. Partecipò anche alla prima guerra mondiale. 1925 Pubblicazione di “Ossi di seppia” (periodo ligure). E' la sua prima raccolta poetica: vi confluiscono spinte opposte, dallo sperimentalismo dei crepuscolari e dei vociani, alla tendenza classicistica della “Ronda”. 1939 Pubblicazione di “Le Occasioni” (periodo fiorentino), in cui si cimenta in una poesia più alta e difficile, che lo avvicina da una parte all'Ermetismo, ma lo differenzia da esso nel rifiuto del simbolismo e nella adesione all'allegoria. 1956 Pubblicazione di “La bufera e altro” (periodo milanese). Il registro continua ad essere elevato, ma si combina con esigenze più realistiche. Fra il '39 ed il '56 c'era stata la 2° Guerra Mondiale, a cui, però, non aveva partecipato. Tuttavia protesse alcuni amici ebrei: Saba. Nel dopoguerra si ritirò dalla vita politica e iniziò a scrivere sul “Corriere della Sera” come critico musicale. Montale accompagna, quindi, i principali movimenti letterari mantenendo, tuttavia, una propria autonomia improntata su una poesia filosoficamente impegnata, che lo porta a prendere posizioni contro il fascismo, e più in generale contro la massificazione della società. 62-71 SILENZIO POETICO: legato al dolore per la morte della moglie e alla crisi economica , politica e culturale degli anni fra 1955 e 1963, che avevano portato alla massificazione e all'annientamento anche dell'arte. 1971 “Satura” E' il nome arcaico della satira latina . E' un tipo particolare di poesia: lo stile raffinato ed alto viene abbandonato per far prevalere l'aspetto prosastico, satirico, diaristico. Montale ha sfiorato tutte le principale tendenze del secolo, senza però identificarsi con nessun movimento. L'ultimo periodo di vita riguarda la produzione di una serie di diari, l'assegnazione di un premio Nobel e la proclamazione a senatore a vita. ORIGINALITA' DI MONTALE Nei primi tre libri ha saputo conciliare classicismo e modernismo, stile elevato e confronto con la realtà. Dopo la svolta di “Satura”, ha saputo conciliare prosasticità ed impegno filosofico, gioco e protesta. IL SIGNIFICATO E L'IMPORTANZA DELLA PAROLA: differenze fra Montale e Ungaretti Ungaretti cerca di riscoprire la forza autonoma della parola, facendo di essa uno strumento capace di attingere alle fonti dell'Assoluto. Per Montale, tra l'uomo e l'assoluto c'è una realtà ineliminabile, che Ungaretti tende a cancellare. Sembra possibile, a volte, trovare uno spiraglio per cogliere l'assoluto, in realtà veniamo sempre illusi. Da queste due concezioni deriva il diverso valore della parola per i due poeti: Ungaretti porta ad estreme conseguenze l'uso del simbolismo: la parola si propone di esprimere sensazioni indefinite e indeterminate , accostando fra loro re Continua »